Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (1) gennaio-febbraio

Modelli di rischio e analisi di dati epidemiologici

Piergiorgio Duca

Questa nota è il primo approfondimento che fa seguito alla lettera sottoscritta da me e da altri comparsa su Epidemiologia & Prevenzione1 a proposito del Position Paper della Società Italiana di Medicina del Lavoro, pubblicato ora anche su La Medicina del Lavoro.2 Facevamo allora notare alcune mancanze e alcune formulazioni contenute nel documento che, a nostro avviso, meritavano qualche integrazione, chiarimento e approfondimento, al fine di non prestarsi a travisamenti e strumentalizzazioni, soprattutto in sede giudiziaria, a danno di lavoratori esposti ad amianto e danneggiati da tale esposizione. In particolare facevamo riferimento ai temi della relazione dose-risposta, durata dell’induzione e periodo di latenza; a quello della diagnosi clinica del mesotelioma maligno; a quello dell’uso e dell’interpretazione dei modell statistici. Segnalavamo allora come il documento avesse ignorato del tutto i risultati degli studi sperimentali, nel trattare la relazione  dose-risposta e la funzione di rischio; non avesse considerato l’approccio clinico pratico nella diagnosi di mesotelioma maligno (vista anche l’assenza dal gruppo di  lavoro di competenze del clinico medico, del radiologo, del chirurgo, dell’oncologo); avesse trattato in modo poco approfondito l’uso dei modelli statistici nell’analisi dei dati epidemiologici, contribuendo a rafforzare l’idea che da essi non siano ricavabili risultati validi per il caso singolo, quando questa traslazione di risultati avviene regolarmente nel caso della Medicina basata sulle prove di efficacia (Evidence-Based Medicine, EBM), con la decisione per il singolo caso presa proprio in base a risultati ottenuti, come valori attesi, in sperimentazioni cliniche controllate di gruppo.

epiprev.it Epidemiologia & Prevenzione
0