Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (1) gennaio-febbraio

Valutazione di un intervento di sanità pubblica: somministrazione diretta del trattamento con Clopidogrel nell’infarto miocardico acuto

Anna Giulia Pedrazzoli, Daniela Malnis, Sarah Cattaneo, Gianni Rovelli, Stefano De Servi, Silvio Klugman, Maurizio Marzegalli, Antonio Giampiero Russo

OBIETTIVi: valutare i benefici apportati dalla somministrazione, in pazienti sottoposti a impianto di stent, di pacchetti di terapia personalizzati, dispensati direttamente da unità operative di cardiologia, a confronto con la pratica clinica corrente.
DISEGNO: studio clinico di confronto in aperto controllato non randomizzato multicentrico, che confronta i pazienti sottoposti a inserzione di stent, afferenti a un gruppo di ospedali in cui è stata introdotta la somministrazione controllata di Clopidogrel da parte del reparto vs. un gruppo di ospedali che seguono la pratica corrente (prescrizione su ricetta rossa del medico di medicina generale).
SETTING E PARTECIPANTI: adottano il nuovo protocollo gli ospedali di Magenta, Legnano e Rho (afferenti alla ASL Milano 1), con 477 pazienti reclutati; il gruppo di controllo è rappresentato dagli ospedali Niguarda e San Carlo (afferenti alla ASL Milano), con 307 pazienti reclutati. Sono inclusi soggetti di età superiore a 40 anni, sottoposti a intervento di angioplastica con stent medicato tra il 01.01.2010 e il 31.03.2011, seguiti per un anno.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: nuovi eventi coronarici, interventi di stent o bypass successivi al primo, morte entro un anno dalla dimissione.
RISULTATI
: le differenze tra i due gruppi sono significative in relazione agli eventi coronarici negli strati di diagnosi alla dimissione più gravi: lo hazard ratio (HR) per il gruppo di controllo nei pazienti con STEMI (ST elevation myocardial infarction) è pari a 3,32 (IC95% 1,67-6,62), lo HR per pazienti con NSTEMI (non-ST elevation myocardial infarction) è 2,44 (IC95% 1,07-5,57). L’adesione a un anno è dell’80% nel gruppo trattato vs. 70% nel gruppo di controllo (p-value <0,01).
CONCLUSIONI: l’applicazione del piano terapeutico, governato dalle cardiologie interventistiche, aumenta l’adesione al trattamento antiaggregante e riduce il rischio di eventi cardiovascolari successivi al posizionamento dello stent. Risulta fondamentale, dunque, un efficiente sistema di governo della fase post-acuta della malattia: la risposta migliore è rappresentata da modelli di integrazione ospedale-territorio che assicurano la presa in carico del paziente.






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