Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 1

Valutazione dell’assistenza sanitaria della popolazione immigrata in Italia attraverso alcuni indicatori di un sistema nazionale di monitoraggio

Anteo Di Napoli, Alessandra Rossi, Laura Battisti, Laura Cacciani, Nicola Caranci, Achille Cernigliaro, Marcello De Giorgi, Antonio Fanolla, Pirous Fateh-Moghadam, David Franchini, Marco Lazzeretti, Carla Melani, Mariangela Mininni, Luisa Mondo, Michele Recine, Eva Miriam Rosaia, Raffaella Rusciani, Salvatore Scondotto, Caterina Silvestri, Eleonora Trappolini, Alessio Petrelli

OBIETTIVI: valutare l’assistenza materno-infantile, l’ospedalizzazione evitabile e l’accesso al pronto soccorso della popolazione immigrata in Italia.
DISEGNO:
studio trasversale di alcuni indicatori di salute e assistenza sanitaria della popolazione italiana e immigrata residente negli anni 2016-2017.
SETTING E PARTECIPANTI:
indicatori tratti dal sistema di monitoraggio nazionale coordinato dall’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (INMP) di Roma, calcolati sugli archivi dei Certificati di assistenza al parto (CedAP), delle schede di dimissione ospedaliera (SDO), di assistenza emergenza-urgenza (EMUR) degli anni 2016-2017 delle seguenti regioni: Piemonte, Trento, Bolzano, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Basilicata, Sicilia.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
numero e tempistica delle visite in gravidanza, numero di ecografie, indagini prenatali invasive; tassi di natimortalità, peso alla nascita, punteggio di Apgar a 5 minuti, necessità di rianimazione; tassi standardizzati di ospedalizzazione evitabile e di accesso al pronto soccorso per codice di triage.
RISULTATI:
più spesso delle italiane, le immigrate ricevono in gravidanza meno di 5 visite ginecologiche (16,3% vs 8,5%), prima visita dopo la 12a settimana (12,5% vs 3,8%), meno di 2 ecografie (3,8% vs 1,0%). I neonati stranieri hanno tassi di natimortalità più elevati degli italiani (3,6 vs 2,3 x1.000). Rispetto agli italiani, tra gli immigrati sono più elevati i tassi standardizzati (x1.000) di ospedalizzazione evitabile (uomini: 2,1 vs 1,4; donne: 0,9 vs 0,7) e di assegnazione di codice bianco in pronto soccorso (uomini: 62,0 vs 32,7; donne: 52,9 vs 31,4).
CONCLUSIONI: i risultati dello studio mettono in evidenza disparità nell’accesso e negli esiti dell’assistenza sanitaria tra italiani e immigrati residenti. Il sistema nazionale di monitoraggio degli indicatori coordinato dall’INMP rappresenta un patrimonio informativo potenzialmente utile alle regioni per interventi di orientamento delle politiche sociosanitarie nella direzione dell’equità.






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