Epidemiologia&Prevenzione 2018, 42 (5-6) settembre-dicembre

Validazione di algoritmi per l’identificazione di persone con patologia cronica attraverso i dati dei sistemi informativi

Riccardo Di Domenicantonio, Giovanna Cappai, Silvia Cascini, Silvia Narduzzi, Daniela Porta, Lisa Bauleo, Adele Lallo, Matteo Renzi, Giulia Cesaroni, Nerina Agabiti, Francesco Forastiere, Riccardo Pistelli, Marina Davoli

OBIETTIVI: validare alcuni algoritmi di identificazione di persone con patologia cronica (broncopneumopatia cronica ostruttiva – BPCO, diabete mellito, ipertensione e ipotiroidismo) basati sui dati dei sistemi informativi attraverso confronto con misure effettuate mediante diagnosi clinica o autoriportata.
DISEGNO:
studio di validazione svolto attraverso linkage e confronto tra i dati dei sistemi informativi della Regione Lazio e i dati raccolti in indagini di popolazione.
SETTING E PARTECIPANTI:
7.318 persone con diagnosi clinica o autoriportata, inclusi in tre indagini di popolazione svolte tra il 2010 e il 2014 in Lazio.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
sensibilità, specificità, valore predittivo positivo e rapporto di verosimiglianza (likelihood ratio) delle misure effettuate attraverso i sistemi informativi rispetto alle misure effettuate attraverso diagnosi clinica o autoriportata.
RISULTATI:
sono state incluse nell’analisi 7.318 persone: 1.545 per il diabete, 1.783 per la BPCO, 2.448 per l’ipertensione e 1.542 per l’ipotiroidismo. La sensibilità degli algoritmi basati sui dati dei sistemi informativi sanitari rispetto alla diagnosi autoriportata è risultata pari a 90,9%, 38,5%, 88,3%, 47,8%, rispettivamente, per diabete, BPCO, ipertensione e ipotiroidismo. La specificità è risultata 97,4%, 91,7%, 84,8% e 91,8%, il valore predittivo positivo 70,9%, 38,1%, 82,6% e 8,1%.
CONCLUSIONI:
l’alta specificità dei risultati derivanti dall’utilizzo dei sistemi informativi comporta un alto livello di affidabilità al processo di selezione di coorti di persone con patologia cronica. I risultati del confronto tra le misure autoriportate e quelle derivanti dall’effettuazione dei test funzionali o di laboratorio mettono in evidenza un margine significativo di sottodiagnosi delle forme subcliniche per l’ipertensione e l’ipotiroidismo, rilevabile anche nelle categorie di età meno anziane e, quindi, più suscettibili di interventi di prevenzione efficaci. I dati riportati confermano la validità dei dati amministrativi per l’identificazione del diabete e dell’ipertensione. La sensibilità degli algoritimi utilizzati per individuare BPCO e ipotiroidismo risulta non ottimale ai fini della stima della prevalenza nella popolazione.






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