Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 1

Understanding the association between mother’s education level and effectiveness of a child obesity prevention intervention: a secondary analysis of an RCT

Serena Broccoli, Laura Bonvicini, Olivera Djuric, Olivera Djuric, Silvia Candela, Anna Maria Davoli, Elena Ferrari, Costantino Panza, Simone Storani, Marco Tamelli, Alessandra Fabbri, Paolo Giorgi Rossi

OBIETTIVI: spiegare la differenza di efficacia nel ridurre l’indice di massa corporea (BMI) di un intervento motivazionale (IM) proposto dai pediatri di libera scelta tra i bambini con madri con basso e alto titolo di studio.
DISEGNO: analisi secondaria di uno studio randomizzato controllato.
SETTING E PARTECIPANTI: trial condotto dal 2011 al 2013 nella provincia di Reggio Emilia. Sono stati inclusi nello studio 372 (187 nel gruppo IM e 185 nel gruppo di controllo) bambini in sovrappeso (BMI percentile ≥85 ° e <95°) di età compresa tra 4 e 7 anni, residenti nella provincia di Reggio Emilia e in cura al pediatra da almeno 12 mesi. L’intervento comprendeva 5 incontri di counselling motivazionale basati sul modello transteoretico di dipendenza e cambiamento comportamentale erogati a 1, 4, 7 e 12 mesi dopo l’arruolamento. Durante gli incontri, le famiglie dovevano definire obiettivi specifici di cambiamento dell’attività fisica e dei comportamenti alimentari.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: primario: variazione del punteggio BMI (ΔBMI) dal baseline a 12 mesi; secondario: percentuale di cambiamenti nell’attività fisica e nei comportamenti alimentari segnalati dai genitori.
RISULTATI: è stato osservato un effetto significativo dell’IM sulla variazione di BMI nei bambini le cui madri avevano un alto livello di istruzione (ΔBMI -0,62; IC95% -0,92;-0,32). I bambini di mamme con un alto livello di istruzione nel gruppo IM hanno avuto più miglioramenti nello strutturare un’attività fisica non organizzata, nel diminuire il tempo di esposizione davanti a uno schermo e il consumo di snack dolci, mentre i bambini con madri meno istruite hanno aumentato il consumo di minestrone e diminuito il consumo di dessert, snack dolci e bevande zuccherate. Le madri più istruite hanno scelto per i loro figli di diminuire le bevande zuccherate e di aumentare l’attività fisica. Le madri meno istruite hanno scelto più frequentemente come obiettivi fare regolarmente la colazione, mangiare più frutta e verdura, mangiare meno snack e trascorrere meno tempo davanti a uno schermo. Il raggiungimento complessivo è stato simile nei due gruppi per gli obiettivi alimentari, ma migliore per gli obiettivi di attività fisica tra i bambini con mamma più istruita.
CONCLUSIONI: l’intervento motivazionale non è stato efficace nel ridurre il BMI nei bambini con mamma con basso livello di istruzione. Ciò sembra essere poco o non associato alle scelte e al raggiungimento degli obiettivi all’interno dell’IM, ma pare, invece, essere un effetto di comportamenti non misurati che possono mediare l’associazione tra IM e riduzione di BMI.

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