Epidemiologia&Prevenzione 2014, 38 (5) settembre-ottobre

Stato di salute della popolazione residente nei pressi dei termovalorizzatori del Lazio: uno studio di coorte retrospettivo con approccio pre-post

Martina Nicole Golini, Carla Ancona, Chiara Badaloni

INTRODUZIONE: le conoscenze disponibili sulla salute dei residenti in prossimità di termovalorizzatori suggeriscono un’associazione con esiti riproduttivi e alcune forme tumorali, tuttavia il grado di evidenza è ancora limitato.
OBIETTIVI: valutare l’associazione tra livelli di inquinamento atmosferico e ricorso alle cure ospedaliere per patologie respiratorie e cardiovascolari nei periodi pre- e post-operatività dei termovalorizzatori di Colleferro e San Vittore del Lazio.
METODI: approccio di coorte retrospettivo. Sono stati arruolati i residenti tra il 01.01.1996 e il 31.12.2008 in un area di 7 km dagli impianti. Gli indirizzi di residenza al baseline sono stati georeferenziati. E’ stato usato il modello lagrangiano a particelle SPRAY per stimare i livelli di esposizione alle emissioni dei termovalorizzatori e sono state definite tre zone a bassa, media e alta concentrazione di PM10 (ng/m3). L’esposizione al PM10 (µg/m3) da emissioni primarie derivanti da fonti di traffico stradale, industriali e civili è stata stimata mediante l’integrazione delle catene modellistiche RAMS e FARM. Sono state studiate le ospedalizzazioni dei residenti nel periodo precedente (1996-2002) e successivo (2003-2008) all’attivazione dei termovalorizzatori. L’associazione tra residenza nelle tre zone e ricoveri nei due periodi è stata stimata utilizzando il modello multivariato di Cox (per eventi ripetuti) aggiustando per età, livello socioeconomico, distanza dalle industrie, dalle strade trafficate e dalle autostrade. Per testare l’effetto dei termovalorizzatori è stato utilizzato un termine di interazione tra il periodo di follow-up (prima-dopo) e i livelli di esposizione al PM10.
RISULTATI: sono stati arruolati 47.192 residenti. L’analisi della morbosità associata all’inquinamento prodotto dai termovalorizzatori dopo la loro entrata in funzione non ha evidenziato un maggior ricorso alle cure ospedaliere sul totale dei residenti nelle aree ad alta concentrazione rispetto al gruppo di riferimento. Si riscontra, tuttavia, un aumento delle malattie dell’apparato respiratorio e della brocopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) all’aumentare del PM10 derivante dagli impianti. Tale effetto è dovuto agli eccessi delle ospedalizzazioni per queste cause osservati tra gli uomini residenti nelle zone ad alta esposizione (rispettivamente, hazard ratio – HR: 1,26; IC95% 0,99-1,60 e HR: 1,86; IC95% 1,04-3,33). Si è osservata, inoltre, un’associazione tra l’esposizione all’inquinamento di fondo da altre fonti e le ospedalizzazioni per malattie del sistema circolatorio (HR: 1,08; IC95% 1,03-1,13) e respiratorio (HR: 1,07; IC95% 1,02-1,11) (effetti per incrementi unitari del PM10, µg/m3).
CONCLUSIONI: lo studio ha messo in luce un effetto dell’esposizione all’inquinamento prodotto dai termovalorizzatori sulle patologie respiratorie dei residenti di sesso maschile. Si ritiene opportuna una continua sorveglianza epidemiologica della popolazione residente in quest’area, che è una delle aree a più elevata criticità ambientale del Lazio.

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