Epidemiologia&Prevenzione 2011, 35 (5-6) settembre-dicembre

Situazione sociodemografica e condizioni di salute della popolazione rom di Milano

Cinzia Colombo, Andrea Galli, Margherita Pero, Riccardo Giani, Simonetta Jucker, Pierluigi Oreste, Claudia Giommarini, Ernestina Aiolfi, Elda Judica, Medicina di strada per il NAGA

Obiettivo: analizzare i dati sociosanitari di persone rom che vivono principalmente in aree non autorizzate.
Disegno
: valutazione dei dati sociodemografici e di malattia, raggruppati secondo una classificazione operativa dall’unitàmobile dell’associazione di volontariato Naga (01.09-12.10)
Setting e partecipanti
: aree dismesse e insediamenti presenti nella città di Milano, abitati da persone rom.
Risultati
: i rom visitati sono stati 1 142 su 14 aree nel comune di Milano (di cui una comunale). La media di anni di scolarità è di 4,9. Il numero medio di figli è 2,8. Su 803 persone di età superiore ai 13 anni, 129 hanno un lavoro (16%). Il 56%delle persone visitate di età superiore o uguale a 12 anni fuma (53% delle donne vs 59%degli uomini), tra queste, poco meno di un quinto (17%) è forte fumatore (22%degli uomini vs 12%delle donne). Le patologie più frequenti sono le malattie respiratorie (21% delle diagnosi), disturbi della macroarea ortopedico-reumatologicatraumatologica (13%), malattie gastroenteriche (10%), disturbi odontoiatrici (8%). La quasi totalità delle persone era senza copertura sanitaria (94%).Tranne nell’unico campo comunale, le 14 aree erano prive di servizi igienici, nella maggior parte dei casi la spazzatura non veniva ritirata e tutte erano in condizioni di sovraffollamento.
Conclusione
: le patologie riscontrate sono di scarsa gravità clinica. L’assenza quasi totale dimalattie croniche è da attribuire verosimilmente all’impossibilità di diagnosticare e seguire nel tempo talimalattie. A ciò si aggiunge la difficoltà di ottenere esami o visite specialistiche in strutture di secondo livello per i neocomunitari senza copertura sanitaria. Le condizioni abitative, il basso tasso di scolarità e di occupazione e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari, costituiscono potenziali fattori di rischio per la salute di queste persone.





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