Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (2-3) marzo-giugno

Residential proximity to an industrial incinerator and risk of soft-tissue sarcoma, 1999-2014

Marta Benedetti, Lucia Fazzo, Linda Guarda, Luciana Gatti, Pietro Comba, Paolo Ricci

INTRODUZIONE: l’esposizione a diossine è stata associata a un aumento del rischio di sarcomi dei tessuti molli (STM). In uno studio, riferito al periodo 1989-1998, era stato osservato un importante eccesso di STM nella popolazione residente nel raggio di 2 chilometri di un inceneritore industriale situato all’interno del polo industriale di Mantova. Dal 1974 al 1991, l’inceneritore aveva bruciato rifiuti tossici, anche clorurati, con un conseguente rilascio di diossine in ambiente; dopo il 1991 è stato alimentato esclusivamente con prodotti organici di sintesi non contenenti cloro.

OBIETTIVI: scopo del presente studio caso-controllo è stato di stimare il rischio di STM, nel periodo1999-2014, nella popolazione che aveva vissuto in quattro quartieri di Mantova situati in prossimità dell’inceneritore industriale, rispetto alla popolazione residente nel resto della provincia di Mantova considerata non esposta.

METODI: sono stati considerati casi i soggetti con prima diagnosi di STM negli anni 1999-2014 e residenti al momento della diagnosi nella provincia di Mantova. I casi sono stati selezionati secondo i criteri riportati nella classificazione 2013 dell’OMS. Sono stati esclusi i casi con diagnosi di sarcoma di Kaposi e PEComa e i casi di STM insorti in un’area del corpo precedentemente trattata con radioterapia. Per ogni caso sono stati estratti casualmente quattro controlli dall’anagrafe assistiti di Mantova, appaiati per genere e anno nascita. È stata ricostruita la storia residenziale e occupazionale (per impiego in raffineria e impianti petrolchimici e chimici) di tutti i soggetti in studio (casi e controlli) dal 1961. Sono stati definiti esposti i soggetti che avevano risieduto nei quattro quartieri di Mantova maggiormente interessati dalle emissioni dell’inceneritore, sulla base di un modello di dispersione e di uno studio di biomonitoraggio delle diossine. Sono state effettuate quattro analisi in base a specifiche finestre temporali di residenza nell’area esposta. Le odds ratios e i relativi intervalli di confidenza al 95% sono stati calcolati applicando un modello di regressione condizionata aggiustato per occupazione.

RISULTATI: lo studio ha incluso 391 casi (203 maschi e 188 femmine) e 1.564 controlli. Il numero dei casi e controlli esposti nelle quattro analisi è risultato essere, rispettivamente: 8 e 55, 8 e 60, 15 e 68, 15 e 73. In nessuna delle analisi è stato osservato un aumento del rischio di STM nella popolazione esposta.

CONCLUSIONI: nel presente studio non è stato osservato un aumento del rischio di STS nelle persone che, nel periodo in studio, avevano vissuto nei quartieri di Mantova maggiormente esposti alle emissioni dell’inceneritore. L’interpretazione più probabile degli attuali risultati è di una effettiva riduzione del rischio per le persone residenti negli ultimi decenni nei quartieri maggiormente esposti alle emissioni dell’inceneritore a seguito del cessato incenerimento incontrollato di rifiuti contenenti cloro, alla messa in atto di opere di bonifica e all’aggiornamento tecnologico degli impianti.

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