Epidemiologia&Prevenzione 2017, 41 (5-6) settembre-dicembre

Mortalità della popolazione immigrata in Toscana dal 1997 al 2013

Nawal Dakka, Andrea Martini, Lucia Giovannetti, Elisabetta Chellini

OBIETTIVI: valutare la mortalità della popolazione immigrata in Toscana e confrontarla con quella della popolazione italiana residente.
DISEGNO: studio descrittivo di tipo trasversale. Sono stati usati i dati 1997-2013 del Registro di mortalità regionale toscano.
SETTING E PARTECIPANTI: dati di mortalità degli immigrati residenti in Toscana divisi in due categorie secondo il Paese d’origine, confrontati con quelli relativi ai cittadini italiani residenti in Toscana.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: mortalità proporzionale per il periodo 1997-2013 e tassi standardizzati di mortalità per gli anni 2002-2013 per causa, sesso e classe d’età; trend temporali per causa utilizzando medie mobili a 3 termini dei tassi annuali; rapporti standardizzati di mortalità (SMR) per il periodo 2008-2013 per causa e relativi intervalli di confidenza al 95% (IC95%).
RISULTATI: nel periodo 1997-2013 vi sono stati 4.681 decessi in stranieri residenti in Toscana, di cui 3.005 da Paesi a forte pressione migratoria (PFPM) e 1.676 da Paesi a sviluppo avanzato (PSA). Per quanto riguarda l’ultimo quinquennio, il trend di mortalità generale mostra un declino negli italiani e nei provenienti da PSA, mentre risulta in aumento nei provenienti da PFPM. La mortalità in chi arriva da PFPM appare sempre inferiore a quella degli italiani, ma nel tempo le differenze si stanno riducendo. Solo la mortalità infantile negli immigrati da PFPM, anche se in diminuzione, è superiore a quella degli italiani. L’unico eccesso di mortalità significativo in chi proviene da PFPM risulta quello per omicidio negli uomini (SMR: 3,46; IC95% 1,55-5,59).
CONCLUSIONI: questa analisi aggiorna la conoscenza sull’andamento della mortalità della popolazione immigrata in Toscana e, indirettamente, sul suo stato di salute. La differenza nella mortalità di immigrati da PFPM e di italiani va riducendosi, almeno in parte, come effetto di una progressiva integrazione. Permane la difficoltà di esaminare la mortalità della popolazione straniera non residente, presumibilmente più vulnerabile di quella residente, ma per la quale non si dispone di denominatori adeguati.

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