Epidemiologia&Prevenzione 2017, 41 (5-6) settembre-dicembre

La tubercolosi a Prato nel periodo 2007-2014

Irene Bellini, Sara Pugi, Carolina Degl'Innocenti, Annalisa Roselli, Davide Biagiotti, Luana Paliaga, Cristiana Berti, Vanna Margheri, Luigi Ricci, Antonino Nastasi

OBIETTIVI: descrivere l’andamento della tubercolosi nella provincia di Prato nel periodo 2007-2014 e verificare il tempo di latenza fra inizio dei sintomi e inizio della terapia.
DISEGNO: studio osservazionale descrittivo.
SETTING E PARTECIPANTI: i casi di tubercolosi sono stati identificati per gli anni 2007-2014 attraverso l’esame dell’archivio cartaceo delle notificazioni pervenute all’Unità funzionale di igiene e sanità pubblica di Prato e dal Sistema informativo delle malattie infettive.
RISULTATI: negli anni 2007-2014 sono stati notificati nella provincia di Prato 619 casi di tubercolosi, di cui 465 (75,12%) di TBC polmonare. La media annuale varia da un massimo di 35,2 casi per 100.00 abitanti nel 2010 a un minimo di 18,5 casi per 100.000 abitanti nel 2012. L’età mediana dei pazienti stranieri è risultata significativamente inferiore a quella degli italiani (34 anni; range interquartile – IQR: 28-41 vs. 63 anni, IQR: 45-77; p<0,0001). Significativamente differente è il rapporto dei casi sopra e sotto i 64 anni fra gli italiani e gli stranieri (p<0,01); significativo anche dopo stratificazione per genere. I maschi sono stati maggiormente colpiti, in linea con il dato regionale e nazionale. Il ritardo tra la data d’inizio dei sintomi e l’inizio della terapia ha avuto una mediana di 59 giorni (IQR: 28-104). L’eccessiva lunghezza del periodo è stata riscontrata in tutte le etnie presenti, senza differenze significative, a dimostrazione dei problemi che la popolazione ha nell’esplicitare il bisogno di salute.
CONCLUSIONI: la tubercolosi è una malattia complessa sia da un punto di vista epidemiologico sia clinico. Questa complessità è maggiormente amplificata in un territorio in cui, come accade per la provincia di Prato, insistono in modo stanziale etnie diverse. Dai dati raccolti si evince che è necessario intervenire per migliorare l’accesso alle strutture sanitarie attraverso una fondamentale collaborazione fra la sanità pubblica, la medicina di base e l’assistenza integrata multidisciplinare nel territorio.

epiprev.it Epidemiologia & Prevenzione
0