Epidemiologia&Prevenzione 2018, 42 (2) marzo-aprile

La prevalenza di causticazioni in un centro di prima accoglienza per richiedenti asilo come esempio di valutazione sanitaria in una popolazione fragile

Fulvio Ricceri, Fulvio Ricceri, Veronica Sciannameo, Veronica Sciannameo, Federico De Michelis, Lucia Perucca, Luisa Mondo, Roberto Raffaele Pepe, Carlotta Sacerdote

OBIETTIVI: valutare la prevalenza di causticazioni tra gli ospiti di un centro di prima accoglienza per richiedenti asilo e valutare se essa si sia ridotta in seguito all’introduzione del regolamento n. 29 del 14.09.2016 dell’Unione europea (UE), che ha indirettamente accorciato il tempo di permanenza dei soggetti sulle imbarcazioni.
DISEGNO: studio di prevalenza.
SETTING E PARTECIPANTI: 10.627 soggetti richiedenti asilo arrivati alla struttura di prima accoglienza di Piemonte e Valle d’Aosta tra giugno 2016 e maggio 2017.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: frequenza di problemi di salute e prevalenza di causticazioni di grado due o tre riscontrate all’arrivo.
RISULTATI: circa il 25% dei soggetti soffriva almeno di una patologia non grave, principalmente disturbi cutanei, digestivi e respiratori. Sono state riscontrate 69 causticazioni (prevalenza: 6,7‰; IC95% 5,2-8,3) localizzate prevalentemente agli arti inferiori o ai glutei. Il tempo mediano intercorso tra lo sbarco e la cura è stato di 2 giorni. La prevalenza è significativamente maggiore nelle donne rispetto agli uomini e si osserva una riduzione non significativa del 20% tra prima e dopo l’applicazione del regolamento n. 29 dell’UE.
CONCLUSIONE: una valutazione dello stato di salute della popolazione dei richiedenti asilo, volta non solo all’identificazione di patologie gravi o infettive, permette di intervenire tempestivamente e investire le risorse economiche laddove sono più utili. Ciò consente un’adeguata attività di cura nei primi mesi di permanenza dei richiedenti asilo, che è alla base del buon funzionamento dei servizi per l’integrazione.

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