Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (2-3) marzo-giugno

La mortalità per suicidio in Piemonte: spunti epidemiologici per la prevenzione

Nadia Coggiola, Marco Dalmasso, Alessio Pitidis, Carlo Mamo

OBIETTIVI: descrivere occorrenza e modalità di suicidio nella regione Piemonte e l’andamento per genere, età, area di residenza, livello sociale.
DISEGNO:
studio descrittivo di mortalità dai dati delle schede di morte Istat.
SETTING E PARTECIPANTI:
soggetti residenti in Piemonte, periodo 2003-2014.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
tassi di mortalità per suicidio (ICD-10: X60-X84) per genere, età, distretto di residenza e livello d’istruzione; modalità e luogo di accadimento per genere ed età.
RISULTATI:
in un contesto di riduzione della mortalità per cause violente, in particolare da incidenti stradali, il trend dei suicidi in Piemonte presenta solo una lieve flessione, risultando dal 2009 la prima causa di morte violenta, pari al 21% di tutte le morti violente nel periodo considerato. Il Piemonte è, tra le grandi regioni, quella con il più alto tasso di suicidi. Non sembrano esservi variazioni temporali significative associabili a fattori contestuali, come la crisi economica. Si osserva una maggiore occorrenza del problema nel genere maschile e nelle persone di età più avanzata, nei soggetti con più basso livello di istruzione e nei residenti di aree montane. Riguardo alle modalità di esecuzione, tra le donne prevale il “salto da luogo elevato” con il 36,7% dei decessi, mentre tra gli uomini la modalità più frequente è “l’impiccagione, strangolamento e soffocamento” con il 50%. La prima modalità è anche la più frequente sotto i 29 anni, in entrambi i generi; la seconda modalità è la più scelta tra i 50 e i 69 anni; nella fascia tra i 30 e 49 anni, prevale l’auto-avvelenamento. Il suicidio avviene per oltre la metà dei casi nella propria abitazione, senza particolari variazioni per genere ed età.
CONCLUSIONE:
nonostante la sua dimensione e costante rilevanza, a questo problema viene ancora rivolta poca attenzione in ottica preventiva. Importanti contributi possono provenire dai sistemi informativi sanitari e dalla valorizzazione delle cause multiple di morte.






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