Epidemiologia&Prevenzione 2010, 34 (4) luglio-agosto

L’indice di deprivazione italiano a livello di sezione di censimento: definizione, descrizione e associazione con la mortalità

Nicola Caranci, Nicola Caranci, Annibale Biggeri, Annibale Biggeri, Laura Grisotto, Laura Grisotto, Barbara Pacelli, Teresa Spadea, Giuseppe Costa, Giuseppe Costa

Obiettivo: il presente studio ha lo scopo di produrre per l’intero territorio nazionale un indice di deprivazione a livello comunale e a livello di sezione di censimento basato sui dati del 2001, che risponda a esigenze di tipo epidemiologico.
Setting e partecipanti
: lo studio utilizza i dati del Censimento generale della popolazione e delle abitazioni del 2001. Da 280 variabili definite a livello di sezione di censimento (numero sezioni= 352.205, numero medio di abitanti= 169 con deviazione standard 225; superficie media= 0,6 km2 con deviazione standard 2,4 km2) sono state scelte cinque condizioni che concorrono operativamente a descrivere il concetto multidimensionale della deprivazione sociale e materiale: basso livello di istruzione, disoccupazione, mancato possesso dell’abitazione, famiglia monogenitoriale e alta densità abitativa. L’indice è calcolato come somma di indicatori standardizzati ed è anche disponibile categorizzato in quintili di popolazione. La stessa procedura è stata applicata ai dati di frequenza aggregati a livello di comune di residenza. L’associazione tra mortalità e deprivazione è stata valutata ricorrendo alla mortalità generale ISTAT 2000-2004.
Risultati
: a livello nazionale si osserva un forte gradiente Nord-Sud. L’indice di deprivazione comunale (r ) ha un’alta correlazione con quello calcolato in modo simile sui dati del precedente censimento 1991 (r=0,91). La mortalità generale mostra un’associazione con l’indice, crescendo con il livello di deprivazione (in particolare nella popolazione fino a 64 anni e nei comuni a dimensioni maggiori).
Conclusione: l’indice descrive una realtà coerente con quanto noto sulla distribuzione geografica della povertà e sull’impatto che ha sulla mortalità. Tale risultato avvalora il suo utilizzo a fini epidemiologici.




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