Epidemiologia&Prevenzione 2011, 35 (5-6) settembre-dicembre

L’incidenza dei tumori in cittadini nati in Italia e in immigrati di prima generazione

Gianfranco Manneschi, Emanuele Crocetti, Donella Puliti, Marco Zappa, Claudio Sacchettini, Eugenio Paci

Obiettivo: scopo dello studio è valutare se esistono delle differenze di incidenza di tumore per Paese di nascita nei soggetti residenti nelle aree coperte dal Registro tumori toscano.
Setting
: sono stati selezionati tutti i casi di tumore invasivo diagnosticati in soggetti residenti nelle province di Firenze e Prato nel periodo 1998-2005. I casi sono stati classificati secondo il Paese di nascita in: a) nati in Italia, b) nati in Paesi a forte pressione migratoria (PFPM), c) nati in Paesi a sviluppo avanzato (PSA) escluso l’Italia. Come denominatore è stato utilizzato l’archivio degli assistibili regionale.
Principali misure di outcome
: sono stati calcolati i tassi di incidenza troncati (20-59 anni) standardizzati per età sulla struttura della popolazione europea e il rapporto tra tassi standardizzati (SRR).
Risultati
: nel periodo 1998-2005 sono stati diagnosticati 14 791 casi di tumore invasivo (escluso epiteliomi della cute) in soggetti 20- 59enni. Di questi, il 4,2% in soggetti nati all’estero (1,2% in PSA e 3,0% in PFPM). Per i nati negli altri PSA non si rilevano differenze di incidenza rispetto ai nati in Italia. Per i nati nei PFPMl’incidenza è risultata statisticamente più bassa sia per gli uomini (151,2 per 100 000) che per le donne (199,3) rispetto ai nati in Italia (243,5 uomini e 337,5 donne). Fanno eccezione, con tassi di incidenza significativamente più elevati, le sedi del fegato (SRR=2,13; p=0,007) e della cervice uterina (SRR=1,88; p=0,0095) nelle donne.
Conclusioni
: la popolazione immigrata proveniente dai PFPM mostra livelli di incidenza complessivamente più bassi («effetto migrante sano»). Si rileva un comportamento inverso per i tumori del fegato e della cervice uterina, entrambi tumori dove è stata riconosciuta la componente virale tra le cause. Il fenomeno della migrazione apre nuove prospettive di monitoraggio e ricerca a partire dai dati dei registri tumori, ma anche alcune questioni metodologiche (definizione di immigrato e del denominatore di popolazione).





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