Epidemiologia&Prevenzione 2017, 41 (2) marzo-aprile

L’implementazione del DNA-HPV come test primario nei programmi italiani di screening del cervicocarcinoma. Risultati del Progetto MIDDIR

Francesca Di Stefano, Paolo Giorgi Rossi, Francesca Maria Carozzi, Guglielmo Ronco, Simona Vecchi, Carlo Naldoni, Laura Cacciani, Nereo Segnan, Gruppo di lavoro MIDDIR-HPV Test in Primary Screening

OBIETTIVI: ottenere dati sul funzionamento dei percorsi di riconversione al test HPV nei programmi di screening del cervicocarcinoma e armonizzare l’introduzione del test HPV primario nei protocolli per lo screening in Italia.
DISEGNO: revisione sistematica della letteratura. Survey tramite questionario. Discussione tra esperti.
SETTING E PARTECIPANTI: responsabili dei programmi di screening delle Regioni italiane.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: descrizione della programmazione della transizione; previsione dei volumi di attività; analisi dei modelli di centralizzazione; analisi dei costi cessanti e sorgenti; descrizione delle attività di training e comunicazione.
RISULTATI
: hanno risposto alla survey 9 programmi di screening. La maggior parte ha pianificato una fase di transizione di alcuni anni per consentire una riprogrammazione dei volumi di attività nel passaggio dall’intervallo di screening triennale a quello quinquennale. Per selezionare le donne che passeranno per prime al test HPV, 7 programmi faranno riferimento all’età, partendo dalle più anziane. Il prelievo unico in fase liquida per HPV e Pap test risulta la scelta di gran lunga preferita, rispetto al doppio prelievo differenziato per i due test. La lettura del test HPV “nasce” già centralizzata, ma ovunque è stato programmato o è già in atto un processo di centralizzazione anche per la citologia.
CONCLUSIONE: è necessaria una fase di transizione per mantenere costante il carico di lavoro. Sono evidenti i vantaggi della centralizzazione della lettura dei test sia per l’HPV sia per la citologia. Il tariffario dovrebbe tenere conto del percorso più che delle singole prestazioni. Le modalità di dismissione e riorganizzazione dei servizi dipendono dalle caratteristiche delle singole realtà, ma possono essere ricondotte ad alcune tipologie generali di intervento.






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