Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (1) gennaio-febbraio

L’impatto della qualità della georeferenziazione negli studi di epidemiologia ambientale: due casi-studio in Toscana

Daniela Nuvolone, Marco Santini, Pasquale Pepe, Francesco Cipriani

OBIETTIVI: nonostante la larga diffusione dei Geographical Informa­tion Systems (GIS), negli studi di epidemiologia ambientale le que­stioni inerenti alla qualità dei dati cartografici di base sono scarsa­mente dibattute nel mondo dell’epidemiologia italiana. L’obiettivo principale di questo studio è di valutare l’impatto che la precisione della georeferenziazione degli indirizzi può avere nella valutazione dell’esposizione in uno studio di epidemiologia ambientale, median­te il confronto tra banche di dati cartografici differenti
DISEGNO: sono stati condotti due casi-studio in Regione Toscana, uno nell’area montana di Piancastagnaio (Siena) e l’altro nell’area urbana intorno all’aeroporto di Firenze. Sono stati confrontati i ri­sultati dell’address geocoding effettuato con tre metodi: il database geografico prodotto dalla Regione Toscana e i due applicativi com­merciali di Google e Bing-Microsoft. Sono stati testati 1.549 indi­rizzi a Piancastagnaio e 2.946 indirizzi dell’area di Firenze intorno all’aeroporto.
RISULTATI: mediante sovrapposizione con ortofoto e carta tecnica re­gionale, la banca dati regionale toscana mostra performance migliori rispetto agli altri due applicativi, con differenze più marcate nell’area montana di Piancastagnaio. In questa zona la differenza media tra la banca dati regionale e l’applicativo Google è di oltre 300 m, con picchi di 7-8 km. Invece, l’applicativo di Microsoft mostra una tota­le carenza di dati sulla georeferenziazione dei numeri civici in questo territorio. Più contenute risultano le differenze tra le 3 banche dati nell’area urbana di Firenze: rispetto alla banca dati regionale, l’appli­cativo di Google presenta una differenza media di circa 150 m con picchi inferiori a 2 km, mentre l’applicativo di Microsoft una media di circa 100 m con picchi inferiori ai 3 km. In entrambi i casi, ma soprattutto nell’area di Piancastagnaio, ciò comporta differenze nella valutazione dell’esposizione individuale e, di conseguenza, sulle va­lutazioni rispetto agli impatti sulla salute.
CONCLUSIONE: lo studio mostra l’impatto significativo che la precisio­ne delle operazioni di geocoding ha nella valutazione dell’esposizione negli studi su ambiente e salute. Ciò impone la conduzione di appro­fondimenti specifici per area sulla qualità dei dati cartografici di base.

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