Epidemiologia&Prevenzione 2019, 43 (5-6) settembre-dicembre

L’impatto ambientale e sanitario delle emissioni dell’impianto siderurgico di Taranto e della centrale termoelettrica di Brindisi

Ida Galise, Maria Serinelli, Angela Morabito, Tiziano Pastore, Annalisa Tanzarella, Vito Laghezza, Alessandra Nocioni, Roberto Giua, Lisa Bauleo, Vito Bruno, Carla Ancona, Andrea Ranzi, Lucia Bisceglia, Gruppo Collaborativo VDS

OBIETTIVI: stimare gli impatti ambientali e sanitari associati all’esposizione a PM2,5 originato dalle emissioni dell’ex ILVA di Taranto e della Centrale ENEL di Brindisi.
DISEGNO:
è stata stimata l’esposizione media della popolazione al PM2,5 utilizzando modelli di dispersione sulla base di scenari emissivi sia misurati sia modellati secondo le prescrizioni delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) rilasciate nel 2012 all’ex ILVA e nel 2017 alla Centrale ENEL. Sono state utilizzate le funzioni concentrazione-risposta relative alla mortalità raccomandate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Health risks of air pollution in Europe – HRAPIE) e utilizzate nel Progetto CCM VIIAS.
SETTING E PARTECIPANTI:
residenti nei 40 comuni del dominio della valutazione del danno sanitario (VDS) di Brindisi (fonte: Istat 2011) e residenti nei comuni di Taranto, Statte e Massafra (fonte: studio di coorte).
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
decessi attribuibili all’esposizione alle emissioni industriali per cause naturali, malattie cardiovascolari e respiratorie, tumore del polmone. Incremental lifetime cumulative risks (ILCR) per tumore del polmone (valore di riferimento per l’accettabilità del rischio: 1x10-4; 1 caso su 10.000).
RISULTATI:
si osserva una riduzione dell’impatto sanitario dallo scenario pre a quello post AIA sia a Taranto sia a Brindisi. A Taranto si osservano ILCR superiori a 1x10-4 nel 2010 e nel 2012; a Tamburi l’ ILCR è superiore a 1x10-4 anche per lo scenario 2015. A Brindisi gli ILCR stimati sono compresi tra 1x10-6 e 4x10-5.
CONCLUSIONI:
la valutazione integrata di impatto ambiente e salute (VIIAS) ha confermato i risultati delle VDS. Si stima un rischio non accettabile a Tamburi anche per lo scenario 2015, con una produzione di 4,7 milioni di tonnellate di acciaio, inferiore a quella autorizzata dall’AIA (8 milioni di tonnellate acciaio).






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