Epidemiologia&Prevenzione 2015, 39 (1) gennaio-febbraio

Inquinanti emessi da un impianto di incenerimento di rifiuti speciali nell’area di Arezzo: studio preliminare di monitoraggio biologico umano per identificare la possibile tipologia di esposizione residenziale

Elisabetta Chellini, Maria Cristina Fondelli, Maria Teresa Maurello, Gianfranco Sciarra, Maria Cristina Aprea, Giulia Carreras

OBIETTIVI: identificare i biomarcatori da utilizzare per valutare l’entità e il trend di esposizione a inquinanti potenzialmente emessi da un’azienda che recupera metalli preziosi e incenerisce rifiuti tossici.
DISEGNO: studio trasversale di monitoraggio umano su un gruppo di volontari della popolazione.
SETTING E PARTECIPANTI: campioni di sangue, urina e questionari di volontari residenti da almeno 10 anni a Civitella in Val di Chiana (AR) e in un’area di controllo, non fumatori o ex fumatori da almeno 5 anni, in buono stato di salute, non professionalmente esposti a metalli pesanti e/o prodotti di combustione.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: media geometrica e 95° percentile (P95) delle concentrazioni ematiche dimercurio (Hg) e cadmio (Cd), e delle concentrazioni urinarie di antimonio (Sb), argento (Ag), arsenico (As), Cd, cobalto (Co), cromo (Cr),Hg, nichel (Ni), platino (Pt), 1-idrossipirene, e acido trans,trans-muconico nelle due popolazioni; quantità e pattern delle porfirine misurate sulle urine delle 24 ore solo nei volontari di Civitella. Sono state confrontate lemedie tra i due gruppi e, in caso di differenze statisticamente significative, sono state effettuate analisi di regressione lineare tra i logaritmi delle concentrazioni e le variabili esplicative raccolte con il questionario. La distribuzione di ogni analita è stata confrontata con i relativi valori di riferimento.
RISULTATI:
le concentrazioni di Sb, Cd, e Ni sono significativamente più elevate nel gruppo di Civitella (39 soggetti) rispetto al gruppo di controllo (18 soggetti); quelle di Cr, invece, risultano maggiori nel gruppo di controllo. Non è stata evidenziata alcuna correlazione con le caratteristiche individuali esaminate. Il 30,3% dei soggetti con urine delle 24 ore ha uno spettro alterato delle porfirine urinarie.
CONCLUSIONE: i risultati hanno confermato la necessità di avviare uno studio di monitoraggio biologico nell’area di Civitella ampliando il campione, utilizzando come matrice biologica le urine e monitorando almeno Sb, Cd, Ni, Pt, Ag e le porfirine.






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