Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (5) settembre-ottobre Suppl. 2

Il contributo dell’Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (AIEOP)

Roberto Rondelli, Momcilo Jankovic, Annarosa Soresina, Maria Grazia Valsecchi, Marisa De Rosa, Marina Cuttini, Riccardo Haupt, Maurizio Aricò, Gianni Bisogno, Franco Locatelli, Corrado Magnani, Franco Merletti, Marco Zecca, Andrea Pession

Fin dal 1972, i pazienti in età pediatrica con neoplasia hanno potuto beneficiare di protocolli multicentrici diagnosticoterapeutici attivati dall’Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica (AIEOP), utilizzati dapprima in pochi centri specializzati, poi nella quasi totalità dei centri oncoematologici pediatrici italiani. La necessità di un attento monitoraggio della propria attività ha indotto l’AIEOP a realizzare, nel 1989, un archivio nazionale (Mod.1.01) su base ospedaliera dei casi di tumore maligno diagnosticati nei centri aderenti, in modo da quantificare il numero di casi diagnosticati e/o trattati nei diversi centri, l’adesione o meno ai protocolli diagnostico-terapeutici ufficiali e la migrazione extraregionale. L’archivio, che dal 2000 è accessibile in rete agli attuali 55 centri AIEOP, arruola annualmente circa 1.400 bambini (0- 14 anni) e 200 adolescenti (15-19 anni); mentre i primi rappresentano oltre il 90% dell’atteso, i secondi appena il 25%. Le forme di tumore più frequenti sono le leucemie (30% dei casi), i tumori del sistema nervoso centrale e i linfomi (ciascuno il 18% dei casi). Nei bambini prevalgono le leucemie (34%), soprattutto quelle linfoblastiche acute (26%), seguite dai tumori del sistema nervoso centrale (18%); negli adolescenti prevalgono i linfomi (30%), soprattutto quelli di Hodgkin (22%), seguiti dai sarcomi ossei (16%). L’arruolamento dei casi registrati nei protocolli AIEOP risulta complessivamente buono sia per i bambini (70%) sia per gli adolescenti (60%). La migrazione extraregionale dei casi per la diagnosi e/o la terapia è andata diminuendo nel tempo, risultando attualmente circa il 20%, più elevata negli adolescenti, nei tumori solidi e nei residenti al Sud e nelle isole. Si è assistito, invece, a un aumento dei casi di nati e residenti all’estero che vengono ricoverati nei centri AIEOP per la diagnosi e/o il trattamento, che attualmente rappresentano circa il 5% di tutti i casi. Questi risultati confermano che l’archivio AIEOP può essere un valido strumento di ricerca epidemiologia sui tumori in età pediatrica in Italia.

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