Epidemiologia&Prevenzione 2011, 35 (5-6) settembre-dicembre

I determinanti socio-economici della sopravivenza per i principali tumori nel comune di Firenze

Carlotta Buzzoni, Marco Zappa, Marco Marchi, Adele Caldarella, Antonella Corbinelli, Francesco Giusti, Teresa Intrieri, Gianfranco Manneschi, Libuse Nemcova, Claudio Sacchettini, Emanuele Crocetti

Obiettivo: valutare la sopravvivenza per tumore nei residenti nel comune di Firenze, rispetto a diversi livelli di deprivazione socioeconomica.
Disegno
: sono state utilizzate la casistica del Registro tumori della regione Toscana e le informazioni del censimento generale della popolazione e delle abitazioni del 2001. Attraverso una procedura di georeferenziazione a ciascun caso è stata associata la sezione di censimento di residenza al momento dell’incidenza. Per ogni sezione è noto il valore di un indice di deprivazione su scala continua. L’indice è stato classificato come una variabile ordinale in terzili sulla base della distribuzione della popolazione residente. Le analisi sono state condotte confrontando la categoria 3 (soggetti più deprivati) vs le categorie 1-2 (altri).
Principali misure di outcome: per 27 sedi tumorali è stata calcolata la sopravvivenza relativa (SR) a dieci anni dei casi incidenti nel periodo 1997-2002, residenti nel comune di Firenze, distinta per livello di deprivazione. Le sedi tumorali sono state raggruppate in tre categorie, in funzione del valore della SR a 10 anni (cattiva prognosi, prognosi intermedia, buona prognosi) e, per ogni categoria, è stato valutato l’eventuale eccesso di rischio di morte (RER) a carico dei soggetti maggiormente deprivati, mediante un modello lineare generalizzato. È stata valutata anche l’eventuale presenza di differenze nella sopravvivenza per tumore rispetto allo stato civile (classificato come coniugato/ a e non coniugato/a).
Risultati
: sono stati analizzati 14 549 casi di tumore maligno (esclusi gli epiteliomi della cute). Per l’insieme dei tumori a cattiva prognosi non si rileva eccesso relativo di rischio di morte a carico dei soggetti maggiormente deprivati. Per l’insieme dei tumori a prognosi intermedia l’eccesso relativo di rischio di morte è pari a 1,13 (1,02-1,24). Un eccesso relativo per il terzile più svantaggiato si manifesta per i tumori insorti sotto i 50 anni. Per l’insieme dei tumori a buona prognosi l’eccesso relativo di rischio di morte è pari a 1,06 (0,89-1,26). Si rileva un eccesso di rischio dimorte a carico dei soggetti non coniugati rispetto ai coniugati.
Conclusione
: nell’area indagata si evidenzia un effetto del livello di deprivazione sulla sopravvivenza delle forme tumorali a mediabuona prognosi, per i tumori insorti in età < ai 50 anni e dello stato civile a favore dei soggetti coniugati.





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