Epidemiologia&Prevenzione 2019, 43 (4) luglio-agosto

HIV priorities by Italian AIDS advocacy groups: information on prevention (still) comes first. An on-line survey

Cinzia Colombo, Maurizio Bassi, Anna Roberto, Antonella D'Arminio Monforte, Paola Mosconi

OBIETTIVI: definire un elenco di priorità per attività e progetti di ricerca sull’HIV, basati sulla consultazione di associazioni e gruppi italiani di lotta all’AIDS attraverso un’indagine on-line.
DISEGNO:
un comitato guida multidisciplinare è stato istituito per definire l’indagine e discuterne i risultati. Sono state elencate cinque aree principali e relative voci: prevenzione, continuità delle cure, discriminazione, ricerca, popolazioni chiave. Cinquantotto gruppi di lotta all’AIDS sono stati identificati e invitati tramite e-mail a partecipare all’indagine, della durata di due mesi. Ai partecipanti è stato chiesto di selezionare un’area prioritaria e di votare due voci. Successivamente, come seconda scelta, sono stati invitati a scegliere fino a tre voci delle aree rimenanti. La fase finale del processo di definizione delle priorità è stata la discussione dei risultati con il comitato guida.
SETTING E PARTECIPANTI:
gruppi italiani di advocacy contro HIV e AIDS.
RISULTATI:
trentasette gruppi hanno risposto (64%). La priorità scelta dalla maggior parte era la prevenzione (circa l’80%), in particolare le informazioni sulla prevenzione indirizzate agli adolescenti e alla popolazione generale. Per la seconda scelta, le voci più votate erano relative a discriminazione e continuità delle cure. I membri del comitato guida hanno sottolineato la necessità di un approccio pianificato, organizzato, monitorato e basato sull’evidenza per dare informazioni sulla prevenzione dell’HIV in contesti diversi.
CONCLUSIONI:
diverse strategie per fornire informazioni sulla prevenzione dell’HIV dovrebbero essere proposte e monitorate a seconda dei destinatari, seguendo un approccio basato sulle prove scientifiche. Lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone con HIV e AIDS devono essere eliminati per supportare comportamenti sessuali sicuri, fornendo interventi educativi a scuola. Devono essere affrontate questioni strutturali più ampie, come la disponibilità e l’accessibilità ai servizi sanitari, le scelte contraccettive e l’uso di preservativi, la povertà e le norme culturali relative al genere.





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