Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 1

Grado di urbanizzazione e mortalità per livello di istruzione nello Studio Longitudinale dell’Emilia-Romagna

Nicola Caranci, Letizia Bartolini, Chiara Di Girolamo

OBIETTIVI: presentare lo Studio Longitudinale dell’Emilia-Romagna (SLER) e valutare se gli effetti del titolo di studio sulla mortalità prematura vengono modificati dal grado di urbanizzazione.
DISEGNO:
studio di coorte chiusa.
SETTING E PARTECIPANTI:
popolazione di età ≥30 anni, censita al 2011 e residente in regione Emilia-Romagna, seguita fino a morte, emigrazione, compimento di 75 anni o fine del follow-up (anno 2018).
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
mortalità prematura generale e per gruppi di cause selezionate (tumori maligni, tumori del polmone, tumori della mammella, malattie del sistema circolatorio, del sistema respiratorio e dell’apparato digerente, incidenti stradali, death of despair, cause correlate all’alcol).
RISULTATI:
la popolazione arruolata conta 2.579.936 individui (15.508.972 anni-persona e 71.213 decessi). I tre gradi di urbanizzazione comprendono una quota di popolazione comparabile, ma la prevalenza dei più istruiti è molto minore nelle zone scarsamente popolate rispetto a quella delle città (12,9% vs 27,7%). Il gradiente di mortalità a sfavore dei meno istruiti è accentuato, in particolare tra gli uomini, per i capoluoghi (MRR 1,68; IC95% 1,62-1,75), è inferiore per la densità intermedia (MRR 1,47; IC95%: 1,40-1,55) e non trascurabile per le donne. L’interazione tra livello di istruzione e grado di urbanizzazione è significativa per tutte le cause e nelle malattie cardiovascolari, i tumori maligni, in particolare quelli del polmone, e gli incidenti stradali (solo tra gli uomini). Tra le donne, ci sono indicazioni di modificazione nelle malattie del sistema respiratorio e dell’apparato digerente.
CONCLUSIONI: l’avvio dello SLER ha permesso di osservare che il gradiente inverso di rischio nella mortalità per livello d’istruzione è maggiore in corrispondenza delle aree densamente popolate, specialmente tra gli uomini. Questi risultati vanno approfonditi studiando altri esiti e indagando quali sono i fattori che contribuiscono al maggiore svantaggio nelle aree urbane.






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