Epidemiologia&Prevenzione 2011, 35 (1) gennaio-febbraio

Esposizione fetale e perinatale a mercurio e selenio: valutazione alla baseline di una coorte di bambini del Friuli Venezia Giulia

Francesca Valent, Federica Pisa, Marika Mariuz, Milena Horvat, Darja Gibicar, Vesna Fajon, Darja Mazej, Fulvio Daris, Fabio Barbone, Fabio Barbone

Obiettivo: nonostante la neurotossicità dell’esposizione prenatale ad alte concentrazioni di mercurio (Hg) sia nota, la sua relazione dose-risposta a basse esposizioni non è ben definita. Lo scopo del presente articolo consiste nella misurazione della possibile esposizione prenatale a Hg e nella caratterizzazione della via di esposizione attraverso la dieta in un’area del Friuli Venezia Giulia.
Disegno: descrizione alla baseline di una coorte prospettica.
Setting e partecipanti
: tra il 1999 e il 2001 sono state arruolate 242 coppie di madri e neonati residenti in Friuli Venezia Giulia.
Principali misure di outcome: sono state misurate le concentrazioni di Hg nei capelli di madri e bambini e di Hg e selenio (Se) nel latte materno. La dieta delle madri in gravidanza è stata stimata attraverso un questionario di frequenza di consumo alimentare, con una dettagliata sezione dedicata al pesce. Sono state valutate le correlazioni tra le concentrazioni di Hg e Se nei diversi campioni biologici di madri e bambini e l’associazione tra livelli di Hg e i consumi di pesce.
Risultati: i livelli di Hg nei capelli e nel latte, seppur associati positivamente al consumo di pesce di provenienza lagunare, sono risultati bassi rispetto ad altre popolazioni consumatrici di pesce e al di sotto dei limiti di attenzione stabiliti dall’OMS, verosimilmente a causa dei consumi di pesce da parte delle donne gravide che sono statimodesti. Anche le concentrazioni di Se nel latte sono risultate inferiori a quelle riportate in altri studi internazionali.
Conclusione
: l’esposizione fetale e perinatale al Hg in Friuli Venezia Giulia è mediamente bassa. Una volta raggiunta l’età scolare, i bambini saranno rivalutati per misurarne gli eventuali effetti sul neurosviluppo.






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