Epidemiologia&Prevenzione 2016, 40 (5) settembre-ottobre Suppl. 2

Epidemiologia dei tumori infantili ed evidenze della tendenza all’aggregazione dei casi

Milena Maule, Benedetto Terracini

Questo articolo introduce una Monografia sulle aggregazioni (i cosiddetti cluster) di tumori infantili indirizzata agli operatori di salute pubblica, ai pediatri e ai pediatri oncologi, e alla popolazione generale. Due sono i concetti chiave della definizione di cluster tumorali sottolineati dalla letteratura negli ultimi trent’anni. Uno è la necessità di un approccio metodologico non distorto per l’identificazione e l’interpretazione della tendenza all’aggregazione (clustering) e dei singoli cluster. L’altro è la responsabilità degli scienziati e degli operatori di salute pubblica di discriminare fra gli eventi sospetti e di interagire con la popolazione in circostanze in cui da tali eventi possono risultare falsi allarmi. Il peso relativo dato ai metodi epidemiologici o alla percezione del rischio è cambiato con diverse definizioni di cluster date in periodi diversi. Nel campo dei cluster dei tumori infantili, la ricerca epidemiologica ha prodotto poca nuova conoscenza. Tuttavia, si riconosce che questo non costituisce una ragione sufficiente per non dedicare la necessaria attenzione alle segnalazioni di cluster percepiti. Si considerano qui i modelli di interazione spazio-temporale proposti da Birch e colleghi nel 2000: la letteratura offre un numero limitato di situazioni in cui adattare questi modelli. In Italia, negli anni, sono stati riportati soltanto due cluster di tumori infantili nella letteratura indicizzata, entrambi di leucemia linfatica acuta, verificatisi in Sardegna negli anni Ottanta e nei pressi di Roma negli anni Novanta. Una possibile ragione per l’esiguità di questi studi (in confronto, per esempio, alla Gran Bretagna) è la limitata disponibilità di statistiche sanitarie adeguate.

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