Epidemiologia&Prevenzione 2019, 43 (5-6) settembre-dicembre

Contrastare le disuguaglianze sociali di salute nella programmazione nazionale e regionale: evidenze empiriche dalla valutazione dei Piani regionali della prevenzione 2014-2018

Giulia Silvestrini, Michele Marra, Marta Alesina, Gyongyi Korosi, Gianfranco Damiani, Gianfranco Damiani, Giuseppe Costa

INTRODUZIONE: il Piano nazionale di prevenzione (PNP) 2014-2018 ha inserito l’equità tra i principi ispiratori e tra i criteri da soddisfare nella valutazione ex-ante di competenza del Ministero della salute. A sostegno delle regioni nella stesura dei Piani regionali di prevenzione (PRP), sono stati realizzati seminari, con dati originali per ogni contesto regionale, sullo stato dell’arte delle disuguaglianze.
OBIETTIVI:
valutare sia il livello di rispondenza all’indicazione fornita dal PNP di includere l’equità nella programmazione sia l’impatto della disponibilità dei dati epidemiologici per orientare la stesura di un programma regionale.
METODI:
tramite revisione estensiva di letteratura e confronto con esperti, è stato predisposto uno strumento per individuare i determinanti dell’orientamento verso l’equità del PRP. Sono stati valutati il quadro strategico e i programmi di ciascun PRP. Statistiche descrittive sono state utilizzate per misurare le dimensioni indagate. Tramite uno score, si è ottenuto un giudizio sintetico del grado di recepimento del mandato del PNP. Questo score è stato utilizzato anche per valutare l’impatto della formazione ricevuta sul livello di recepimento delle indicazioni.
RISULTATI:
sono stati valutati 21 PRP e 194 programmi. Il contrasto delle disuguaglianze è risultato una priorità strategica in 13 su 21 PRP; 8 su 21 utilizzano informazioni quantitative per il priority setting; 6 su 21 identificano azioni specifiche per l’equità. C’è un’associazione tra l’aderenza alle raccomandazioni e l’aver ricevuto materiale di supporto.
CONCLUSIONI:
circa il 75% delle regioni ha risposto al mandato del PNP, beneficiando dell’attività condotta di disseminazione delle evidenze. I risultati sono incoraggianti anche se esiste ampio margine di miglioramento riguardo alla capacità di tradurre principi in azioni concrete ed efficaci.





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