Epidemiologia&Prevenzione 2011, 35 (5-6) settembre-dicembre

Confronto fra due metodologie di calcolo dei pesi di disabilità: l’esempio degli infortuni sul lavoro

Miriam Levi, Filippo Ariani, Alberto Baldasseroni

Obiettivo: introdurre il concetto dei DALY (Disability Adjusted Life Years), per dimensionare correttamente l’entità dei problemi di salute legati ai rischi lavorativi e confrontare la metodologia INAIL di valutazione dei Disability Weights (DW) applicata agli infortuni sul lavoro con lemodalità adottate dall’Organizzazionemondiale della sanità (OMS) nel Global Burden of Disease Study, per procedere in futuro all’applicazione su base regionale-nazionale di stime di Burden of Disease che possano basarsi sui dati dell’ente assicuratore.
Disegno
: nella I parte del lavoro, utilizzando i dati sugli infortuni accaduti in Toscana dal 2001 al 2008, si confronta la metodologia basata sui DW teorici descritta dall’OMS con la metodologia INAIL applicata empiricamente e fondata sui gradi di inabilità (GI) presenti nelle tabelle delle menomazioni. Date le differenze tra i 2 criteri nella classificazione delle conseguenze degli infortuni, nella II parte sono applicate 2 equazioni che correggono le distorsioni sistematiche nelle stime.
Risultati
: tutte le tipologie di infortunio registrate da INAIL presentano postumi permanenti. L’OMS invece restringe l’ipotesi di lifelong disability a poche categorie molto gravi. Nel caso delle fratture del femore e del cranio, la proporzione di casi lifelong per l’OMS è simile a quella dell’INAIL restringendo la soglia di attribuzione del danno permanente ai soli casi con GI>=33. Per le amputazioni e le lesioni del midollo spinale, per cui l’OMS assume a priori conseguenze lifelong, la maggiore somiglianza fra i due sistemi c’è estendendo la soglia di attribuzione di danno permanente a tutti i casi con postumi seppure minimi. Il confronto fra DW dell’OMS e GI INAIL, possibile solo per gli infortuni con danni permanenti, evidenzia che per lesioni di maggiore gravità i GI sono generalmente più bassi dei DW. INAIL attribuisce valori maggiori alle lesioni più lievi; la durata registrata da INAIL per le lesioni temporanee è sistematicamente maggiore di quella stimata dall’OMS.
Conclusione
: il sistema italiano è potenzialmente in grado di utilizzare e sintetizzare una maggiore quantità di informazioni. Restano tuttavia ampi limiti d’incertezza e la necessità di ulteriori rilevamenti empirici in ordine alla comparazione dei due sistemi sotto il profilo della precisa determinazione dei DW, delle durate e delle variazioni di mortalità connesse agli infortuni.




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