Epidemiologia&Prevenzione 2015, 39 (5-6) settembre-dicembre

Comportamenti alimentari degli italiani: risultati dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey

Simona Giampaoli, Vittorio Krogh, Sara Grioni, Luigi Palmieri, Massimo Michele Gulizia, Jeremiah Stamler, Diego Vanuzzo, Gruppo di ricerca dell'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey

OBIETTIVI: descrivere i comportamenti alimentari della popolazione italiana adulta raccolti nell’ambito dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey, indagine condotta fra il 2008 e il 2012.
DISEGNO: indagine trasversale nelle 20 regioni su campioni casuali di popolazione generale residente, stratificati per età e sesso, arruolati in 23 comuni; esaminate 220 persone ogni 1,5 milioni di abitanti.
SETTING E PARTECIPANTI: 9.111 persone esaminate fra i 25 e i 79 anni; tasso di partecipazione 53%; per questa analisi sono stati utilizzati i dati di 8.462 partecipanti.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: sono stati misurati stili di vita, fattori di rischio e condizioni a rischio. I comportamenti alimentari sono stati raccolti attraverso il questionario EPIC, che include frequenza di consumo degli alimenti, porzioni e modalità di consumo; gli alimenti e i nutrienti sono presentati per macroaree; il consumo di sodio e potassio è stato misurato anche attraverso l’escrezione nelle urine delle 24 ore; i dati sono confrontati con il «modello mediterraneo» descritto per l’indagine alimentare condotta negli anni Sessanta a Nicotera, comune della Calabria.
RISULTATI: i comportamenti alimentari sono salutari nella minoranza della popolazione: solo il 30% ha un consumo adeguato di verdura e di pesce; solo il 10 % fa uso di dolci/torte una volta a settimana come raccomandato. Fra i nutrienti, il consumo calorico dovuto ai grassi saturi e agli zuccheri risulta molto elevato. Confrontato con il modello mediterraneo degli anni Sessanta, il consumo di cereali, patate e legumi è ridotto alla metà, mentre il consumo di carni, formaggi, latte e, in particolare, di dolci è più che raddoppiato.
CONCLUSIONI: prendendo in considerazione la distribuzione dei fattori di rischio e la frequenza delle condizioni ad alto rischio, come il sovrappeso e l’obesità, che affliggono quasi il 75% della popolazione adulta, l’inattività fisica che riguarda il 30-40%, l’ipertensione che colpisce il 50%, l’ipercolesterolemia il 35% e il diabete il 7-11%, sono urgenti le azioni di comunità per migliorare l’alimentazione della popolazione. Inoltre, è necessario diffondere nella popolazione la cultura della “dieta mediterranea moderna”, un’alimentazione varia e bilanciata con porzioni modeste, che raccomanda, oltre alla riduzione dei grassi saturi, la riduzione del consumo di sale, di olio d’oliva e di vino a causa del loro elevato valore energetico.

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