Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre

Andamento delle disuguaglianze per livello di istruzione nella mortalità prematura tra il 2001 e il 2016 nello Studio longitudinale emiliano

Chiara Di Girolamo, Nicola Caranci, Paolo Giorgi Rossi, Paolo Pandolfi, Giuliano Carrozzi, Maria Luisa Moro, Barbara Pacelli

OBIETTIVI: descrivere i cambiamenti nelle disuguaglianze relative e assolute per livello di istruzione nella mortalità tra il 2001 e il 2016 nello Studio longitudinale emiliano (SLEm) e stimarne l’impatto a livello di popolazione.
DISEGNO:
studio di coorte chiusa basato sul record-linkage tra anagrafi comunali, archivi dei Censimenti 2001 e 2011 e registro di mortalità.
SETTING E PARTECIPANTI:
soggetti di età ≥30 anni residenti a Bologna, Modena o Reggio Emilia e censiti nel 2001 o nel 2011 seguiti fino al compimento dei 75 anni, eventuale decesso, emigrazione o fine del follow-up (dicembre 2006 o dicembre 2016).
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME:
mortalità prematura per tutte le cause e per 16 gruppi di cause noti per essere associati alla posizione socioeconomica. Per valutare le disuguaglianze relative è stato calcolato il Relative Index of Inequality (RII), per le disuguaglianze assolute lo Slope Index of Inequality (SII), mentre per l’impatto la frazione attribuibile di popolazione.
RISULTATI:
tra i periodi 2001-2006 e 2011-2016, la mortalità prematura diminuisce per tutti i livelli di istruzione con un decremento più forte tra gli uomini rispetto alle donne. Tra gli uomini, le disuguaglianze relative nella mortalità aumentano lievemente (RII da 1,86 nel 2001 a 2,13 nel 2011), mentre quelle assolute diminuiscono (SII da 382,3 a 360,6). Tra le donne, sia le disuguaglianze relative sia quelle assolute si intensificano (RII da 1,23 a 1,65; SII da 73,7 a 137,4). Anche nel caso della mortalità per tumore al polmone, malattie respiratorie e malattie cerebrovascolari, i differenziali diminuiscono tra gli uomini e aumentano tra le donne. La proporzione dei poco istruiti diminuisce nel tempo (uomini: da 40% a 36%; donne: da 43% a 35%); nonostante ciò, la frazione attribuibile alle disuguaglianze tende ad aumentare (da 18,5% a 21,9% negli uomini e da 9,7% a 15,6% nelle donne); i gruppi di cause che contribuiscono maggiormente a questo aumento sono i tumori, soprattutto del polmone, le malattie dei sistemi circolatorio e respiratorio e i traumatismi.
CONCLUSIONI:
le disuguaglianze relative tendono ad aumentare in entrambi i generi, mentre quelle assolute solo nelle donne. Una riduzione dell’impatto a livello di popolazione si potrebbe raggiungere contrastando le disuguaglianze nella mortalità per tumore del polmone, malattie dei sistemi circolatorio e respiratorio e traumatismi.






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