Epidemiologia&Prevenzione 2020, 44 (5-6) settembre-dicembre Suppl. 1

A comparison of diagnostic indicators of cervical cancer screening among women accessing through volunteer organisations and those via the organised programme in Turin (Piedmont Region, Northern Italy)

Gianluigi Ferrante, Roberta Castagno, Raffaella Rizzolo, Paola Armaroli, Adele Caprioglio, Cristina Larato, Livia Giordano

OBIETTIVI: confrontare le donne che accedono allo screening attraverso le organizzazioni di volontariato (WASVO) e quelle che partecipano al programma organizzato in base agli indicatori diagnostici dello screening della cervice uterina.
DISEGNO: studio di coorte su dati di archivio.
SETTING E PARTECIPANTI: la coorte di studio è composta da 93.086 donne di età compresa tra 30 e 64 anni che hanno effettuato un test HPV tramite il programma organizzato dal Servizio sanitario nazionale (SSN) o attraverso le unità di screening create all’interno delle organizzazioni di volontariato a Torino tra il 2015 e il 2019. I dati di questo studio provengono dall’archivio del programma di screening piemontese.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: positività al test HPV di screening, citologia di triage positiva (lesioni di basso grado, ASC-US, L-SIL e lesioni di alto grado, H-SIL, ASC-H, AGC, Cancro), invio e adesione alla colposcopia; tasso di identificazione dei tumori CIN2 + e CIN3 +; tassi cumulativi di identificazione dei tumori. Tutti gli indicatori sono calcolati per il primo test di screening HPV e per quello ripetuto a 1 anno.
RISULTATI: le donne che eseguono lo screening cervicale attraverso le organizzazioni di volontariato sono svantaggiate in termini di indicatori diagnostici rispetto alle donne che vi accedono tramite il SSN. Le WASVO hanno il 60% di probabilità in più di essere positive al primo test HPV (rapporto di prevalenza aggiustato – adj. PR 1,6; IC95% 1,2-2,0); la loro probabilità di essere inviate in colposcopia è doppia (adj. PR 2,1; IC95% 1,3-3,4); il tasso di adesione alla ripetizione del test HPV a 1 anno è inferiore (adj. 0,2; IC95% 0,1-0,5); i tassi di identificazione al primo test di screening HPV sia per neoplasie CIN2 + (adj. 2,1; IC95% 0,9-4,6) sia per CIN3 + (adj. pr 2,1; IC95% 0,9-5,1) sono più alti, ma con significatività statistica borderline per questi ultimi indicatori.
CONCLUSIONI: l’alta prevalenza di precursori del cancro della cervice uterina nelle popolazioni intercettate dalle organizzazioni di volontariato suggerisce la necessità per i responsabili dei programmi di screening di stabilire e mantenere rapporti di collaborazione con queste associazioni locali e le organizzazioni di accoglienza dei migranti al fine di promuovere strategie per sensibilizzare alla prevenzione dei tumori e dello screening specifici sottogruppi di popolazione più vulnerabili ed esclusi dall’accesso ai programmi organizzati.

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