rubrica
Epidemiol Prev 2016; 40 (1): 77-77
DOI: https://doi.org/10.19191/EP16.1.P077.021

Un trattato a stampa nell'era della rete

A print essay in the internet era

  • Fabio Capacci1

  1. Dipartimento di Prevenzione, ASL 10 di Firenze
Fabio Capacci -

Cover LibroLorenzo Alessio, Giuliano Franco, Francesco Tomei (eds)
Trattato di medicina del lavoro.
2 Volumi. Padova, Piccin, 2015.
2.019 pagine; 285,00 euro

Nell’era della rete, gli autori del Trattato di medicina del lavoro presentano più di 2.000 pagine, divise in 2 volumi, in cui illustrano con metodo una materia tanto complessa e articolata da essere ormai un insieme di materie.

Fin dalle prefazioni chiariscono i destinatari dell’opera, dichiarano i propri obiettivi e, soprattutto, difendono il ruolo della carta stampata. L’ambizioso scopo del Trattato, indirizzato ai medici specializzandi ma anche agli specialisti, è quello di fornire la base di conoscenze indispensabili per orientarsi nella rete senza “perdere la bussola” in un mare di informazioni non sempre di qualità e, data l’ampiezza della materia, di trovare sempre gli elementi di base per confrontarsi con argomenti nuovi, spesso neppure strettamente medici.

I curatori, che si assumono così la responsabilità di garantire obiettività, serenità di giudizio e assenza di conflitti nei contributi presentati, indicano anche, partendo dall’applicazione della medicina basata sulle prove, come procedere alla ricerca e all’uso delle informazioni di letteratura, sottolineando che in medicina del lavoro «la sola prova scientifica può non essere sufficiente a guidare l’azione e si devono tenere in debito conto altri aspetti, sia di tipo normativo sia di tipo economico e sociale».

Se gli interessi contrapposti fra salute e profitto rendono spesso difficile parlare con obbiettività di medicina del lavoro, un’ulteriore difficoltà, tipicamente italiana, è l’invadenza della normativa, che impone comportamenti in taluni casi contrastanti con un corretto ragionamento scientifico.

Il primo volume rappresenta la vera novità editoriale, per il fatto che enuncia principi e metodi di lavoro descritti in contributi originali che riescono a cogliere il continuum che unisce il passato con la pratica odierna. L’ampiezza e la complessità della medicina del lavoro emergono dai collegamenti con le altre materie, in particolare quelle storicosociali, coniugando con naturalezza la visione tecnica e scientifica con quella umanistica e sociale.

Nella complessità del Trattato si coglie quasi una rivendicazione della peculiarità della materia: ogni medico del lavoro, pur costretto nella pratica a scegliere il proprio campo d’interesse prioritario, deve essere consapevole della centralità di ogni argomento e non perdere mai di vista l’obbiettivo della medicina del lavoro costituito dalla continua ricerca eziologica delle malattie in rapporto con l’ambiente, con un chiaro orientamento verso la prevenzione.

Il medico del lavoro si trova oggi a dover riflettere giornalmente sul contrasto fra gli obblighi normativi da applicare (o da far applicare) e l’appropriatezza delle proprie azioni.

E’ grande merito del Trattato richiamare di continuo a un ragionamento fondato su solide basi cliniche, sulla conoscenza della storia naturale delle patologie da lavoro in rapporto alle esposizioni, sui meccanismi fisiopatologici e sulla storia della medicina del lavoro, fonte inesauribile di informazioni riguardanti evoluzione delle esposizioni, della prevenzione, delle patologie, delle reazioni sociali.

Nel secondo volume compaiono due ampie sezioni: una dedicata ai fattori di rischio in ambiente di vita e di lavoro, l’altra incentrata sulle patologie correlate al lavoro.

I fattori di rischio sono elencati secondo una classica visione “per agente”, ma la lista è completata da una serie di condizioni di rischio, fra cui trovano posto alcuni dei temi più delicati della medicina del lavoro odierna: invecchiamento e lavoro, disuguaglianze sociali, gruppi vulnerabili. Agricoltura e – soprattutto – sanità sono gli unici comparti a essere analizzati in profondità, mentre per gli altri cicli tecnologici la scelta editoriale è stata di pubblicarli separatamente.

Per garantire omogeneità nei contributi e il confronto fra diverse posizioni scientifiche, gli autori si sono confrontati in gruppi su macroargomenti attinenti alla stessa area. E’ utile avvertenza al lettore quella di ricercare nel testo tutte le notizie sul tema d’interesse, non sempre presenti in un unico capitolo, proprio per cogliere le posizioni a volte discordanti degli autori.

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