rubrica
Epidemiol Prev 2015; 39 (5-6): 409-409

Nutrimento del corpo e dell'anima con EXPO 2015

Food for body and soul with EXPO 2015

  • Franco Carnevale

  1. Medico del lavoro
Redazione E&P -

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Dal 1855 sino ad oggi, il rapporto tra arte ed Esposizioni universali si è sviluppato in maniera incessante, proponendo situazioni e criteri di lettura tra i più vari. In Expo 2015, dominano il campo gli architetti più o meno famosi che, realizzando sul percorso dei visitatori opere ingombranti, ardite e immediatamente apprezzabili, riescono a raggiungere sovente risultati di grande impatto visivo ed emotivo: oltre 150 padiglioni nazionali, le otto gigantesche postazioni che caratterizzano il decumano, concepite dallo scenografo Dante Ferretti, solo per citarne alcune.

Ma è la prima volta che viene allestita una mostra d’arte visiva tematica coerente con il tema conduttore dell’Esposizione stessa. Arts&Foods, progetto di Italo Rota in mostra alla Triennale di Milano, mette in campo 1.467 opere su un’estensione di circa 7.000 metri quadrati tra spazi interni ed esterni. «La mostra si presenta come un’indagine sul rapporto tra le arti e i diversi rituali del cibo nel mondo, una lettura storica sull’influenza estetica e funzionale dell’alimentazione sui linguaggi della creatività, un percorso in cui l’arte in tutte le sue forme si incontra con i temi della nutrizione», afferma Germano Celant, curatore della mostra.

E sempre alla Triennale, Celant ha allestito una seconda mostra, Cucine&Ultracorpi, giunta alla sua ottava edizione. Si vuole far intendere, con buone ragioni, che gli utensili da cucina, diventando macchine e automi, hanno funzionato da invasori-cospiratori, facendosi strada nel quotidiano degli esseri umani e prendendo il sopravvento per arrivare a ribaltare la situazione: un paesaggio meccanizzato che rischia continuamente di divenire alieno e ambiguo.

Il percorso si conclude con un intervento di Gaetano Pesce su «La Cucina. Luogo di Passione»: suoni, odori, profumi e azioni si trasformano in inno alla cucina contemporanea che – si pensa – non debba dispiacere a nessuno degli abitanti del globo: una cucina intesa come «centro di attività, di passione nel creare e inventare ricette, sperimentare, luogo di ritrovo, per ricevere, per sedurre, per amare e farsi amare, per esibire, per intimidire, per provocare, per intimorire».

 

Leggi il saggio completo e guarda qui sotto la photogallery con le opere selezionate da Franco Carnevale
(cliccate su una immagine per scorrere tutta la galleria).

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