rubrica
Epidemiol Prev 2001; 25 (2): 77-80

L’epidemiologo in tribunale: requisiti, standard professionali e considerazioni deontologiche

The Epidemiologist in the Courtroom: Requirements, Professional Standards and Deontologic Considerations

  • Pietro  Comba1

  • Corrado Magnani2

  • Roberta Pirastu3

  1. Istituto superiore di sanità, Roma
  2. Centro prevenzione oncologica, Roma
  3. Dipartimento di biologia animale e dell'uomo, Università La Sapienza, Roma
Corrado Magnani -

Riassunto:

Il presente contributo esamina due aspetti associati all’attività degli epidemiologi operanti in qualità di consulenti tecnici nelle aule dei tribunali: gli standard professionali ai quali attenersi e i requisiti deontologici da garantire; tali temi vanno considerati alla luce della molteplicità dei ruoli che l’epidemiologo è chiamato a svolgere in ambito giudiziario, consulente talora della magistratura e altre volte della difesa e delle parti civili. Per quanto riguarda gli standard professionali appare essenziale che i criteri utilizzati dagli epidemiologi nelle aule giudiziarie non si discostino da quelle della buona pratica epidemiologica. Per quanto attiene i problemi deontologici, la questione più rilevante è rappresentata dal potenziale conflitto d’interesse che può portare il ricercatore a introdurre nella sua testimonianza elementi di distorsione, e questo si traduce in una perdita di obiettività e correttezza. Altro punto importante sul piano deontologico è il modo in cui l’epidemiologo si rapporta ai colleghi nel contraddittorio: è legittima la difformità di vedute, e anche la critica più rigorosa, che deve essere però adeguatamente argomentata.


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