rubrica
Epidemiol Prev 2016; 40 (5): 383-383
DOI: https://doi.org/10.19191/EP16.5.P383.115

Intrecci di vita e di lavoro: racconti edificanti

  • Franco Carnevale

  1. Medico del lavoro, Firenze

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Angelo Ferracuti
Addio. Il romanzo della fine del lavoro

Un’inchiesta lunga e travagliata sulle condizioni lavorative del Sulcis-Iglesiente, terra di minatori. Un reportage narrativo che collega il passato e il presente, il dolore dei lavoratori, la loro lotta per i diritti, i primi scioperi. Ma più di tutto la chiusura delle miniere, il racconto di ciò che succede quando il lavoro finisce.
Il volume risulta diviso in tre atti. I primi due sono una rassegna ben organizzata di due secoli di letteratura nazionale e internazionale sul tema; il terzo riporta i risultati dell’indagine vera e propria effettuati in un biennio di ripetuti soggiorni nel luogo.Qui si vede la sofferenza negli occhi della gente, riflessa anche nella città: arredi urbani in rovina, alcolismo, gioco d’azzardo, problemi di salute legati al lavoro nelle miniere.

 

Stefano Valenti
Rosso nella notte bianca

Valtellina, 1994: un quasi ottantenne ammazza a picconate un coetaneo e attende di essere arrestato dai carabinieri nella baita diroccata dalla quale, tanti anni prima, era partito per fare la resistenza e poi andare a lavorare in una fabbrica tessile con la madre.
La notte passata in quel luogo diventa pretesto per raccontare vicende passate: lo sfruttamento del lavoro, le difficoltà vissute nella seconda metà del Novecento, la situazione degli operai tessili, la condizione delle donne (rappresentate nel racconto dalla madre e dalla sorella del protagonista).
Anche qui vengono narrate in prima persona, da chi le ha vissute, storie di scioperi, turni massacranti, malattie.

 

Marco Revelli
Non ti riconosco. Un viaggio eretico nell’italia che cambia

Dopo un grand tour attraverso l’Italia, Revelli esprime i suoi pensieri sulle trasformazioni che il Bel Paese ha subito nel passaggio di secolo (e di millennio).
Riporta un senso di irriconoscibilità: di se stessi, di punti di riferimento, di linguaggio. Lo sviluppo attuale viene concepito come “sfarinamento” degli aggregati sociali, frattura temporale. Ma le trasformazioni della realtà, descritte in tutto il volume, devono diventare stimolo per rialzarsi e superare i momenti di crisi. Fra i luoghi visitati, soltanto a Lampedusa, tappa conclusiva, l’autore trova quelle che considera le uniche persone coraggiose.

 

Vitaliano Trevisan
Works

Vitaliano Trevisan rende conto della propria “anamnesi” lavorativa tramite il suo libretto di lavoro.
Lungo l’arco della vita ha svolto 31 mansioni differenti. A partire dai suoi 16 anni, momento in cui il padre lo accompagna in una metalmeccanica sostenendo che, per ottenere la bicicletta che desiderava, avrebbe dovuto guadagnarsi il necessario.
Parla con grande competenza del ciclo lavorativo legato ai vari ambiti in cui ha militato (edilizia, industria mobiliera, operaio di magazzini, cameriere e così via).
Accanto al lavoro, viene narrata la storia personale, quella del dopo lavoro e dei weekend, in cui sono tratteggiati gli aspetti psicologici dei vari personaggi. Il tutto, raccontato tramite un linguaggio quotidiano e popolare.

 

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