rubrica
Epidemiol Prev 2002; 26 (2): 93-

Il caloroso invito rivolto dal Forum per la difesa della salute agli epidemiologi italiani

An invitation to the Italian epidemiologists from The Health Defence Forum

  • Andrea Micheli1

  • Gemma Gatta1

  1. Unità di epidemiologia, INT Milano

  • Se sei abbonato scarica il PDF nella colonna in alto a destra
  • Se non sei abbonato ti invitiamo ad abbonarti online cliccando qui
  • Se vuoi acquistare solo questo articolo scrivi a: abbonamenti@inferenze.it (20 euro)


Con l’avvento del governo Berlusconi, le prospettive per una profonda modifica del sistema sanitario in Italia si fanno più attuali. Il modello proposto, come è intuibile dalle deleghe previste dalla legge finanziaria per il 2002 appena approvata dal Parlamento, propugna la necessità di modificare l’organizzazione sanitaria attuale per sviluppare un sistema sanitario di tipo privatistico e/o di tipo assicurativo. La regione italiana che più chiaramente ha indirizzato le proprie politiche in questa direzione è la Lombardia, tanto che, a proposito di sanità, si parla di modello lombardo. Il Piano sociosanitario della Regione Lombardia per il periodo 2002-2004 rappresenta un esempio di tali politiche. Il piano proposto «... è uno strumento entro il quale trovano spazio, e si incontrano, sia la libertà di azione dei soggetti impegnati nell’erogazione dei servizi sia la libertà di scelta del cittadino. Infatti la libertà di azione delle strutture e la responsabilizzazione aziendale è elemento caratterizzante per dare efficaci ed efficienti risposte ai bisogni sociosanitari». Il modello lombardo persegue indirizzi diversi da quelli a base universalistica ed egualitaria indicati nella legge di Riforma sanitaria che hanno come riferimento la tutela della «salute come fondamentale diritto dell’individuo e come interesse della collettività (art. 3 Costituzione It.)».

Ci si avvia quindi verso il superamento dell’esperienza di sanità pubblica costruita a partire dalla legge 833 di Riforma sanitaria. Che le scelte compiute in Lombardia corrispondano effettivamente all’obiettivo di garantire più efficaci ed efficienti risposte ai bisogni sociosanitari, non pare sia stato provato. Alcune osservazioni di tipo ecologico a livello internazionale suggerirebbero il contrario. In figura 1, è mostrata la relazione d’interdipendenza, nei paesi europei, tra speranza di vita alla nascita e spesa sanitaria pubblica, qui espressa in termini di capacità di spesa individuale in dollari (PPP$). In questa figura la spesa sanitaria pubblica è positivamente e significativamente associata in modo interdipendente alla lunghezza della vita media. L’analisi presenta paesi a diversa organizzazione sanitaria nei quali a volte la spesa pubblica segue modelli di tipo privatistico. Si osservi l’interessante posizione della Svizzera che pur avendo un sistema indicato come privatistico presenta alti livelli di spesa sanitaria pro capite. Pur nei limiti di un’osservazione trasversale, e in presenza di una relazione forse confusa da altri fattori, il risultato è suggestivo di un’importante osservazione utile per la valutazione dei sistemi sanitari. Queste osservazioni hanno creato la necessità di sviluppare studi che vadano nella direzione di valutare la relazione tra l’efficacia ed efficienza dei sistemi sanitari e il loro modello organizzativo. Il Forum per la difesa della salute (FDS, un’organizzazione di organizzazioni e individui impegnati nel mondo sociale e sanitario, che si pone l’obiettivo di riaffermare il ruolo fondamentale del sistema sanitario pubblico nella difesa individuale e collettiva della salute) ha trasformato questa ipotesi di lavoro in una proposta concreta: la creazione di Centro Studi per promuovere lo sviluppo dell’informazione e della conoscenza in campo sanitario e favorire la crescita di saperi svincolati da rapporti economici e di prestigio scientifico (contributi sono reperibili nel sito www.forumdifesasalute.too.it).

Aderire a questa iniziativa serve a far uscire i contributi scientifici dal circuito delle riviste specialistiche e a farli diventare patrimonio pubblico, cioè accessibile a tanti. L’adesione al Centro studi non richiede l’adesione al FDS. Gli epidemiologi italiani, possono così trovare un altro luogo dove sviluppare quell’idea affascinante dal punto di vista professionale che consiste nel dare corpo a un’epidemiologia che serve. Questo è un caloroso invito a visitare il sito e a collaborare con il Centro studi esplicitando in modo chiaro e conclusivo i risultati dei tanti studi epidemiologici che rimangono patrimonio del mondo degli «esperti».

Figura 1: Relazione tra speranza di vita alla nascita e spesa sanitaria pubblica in Europa