rubrica
Epidemiol Prev 2010; 34 (5-6): 103-104

Epidemiologia a tutto tondo

  • Iacopo Baussano1

  • Franco Merletti2

  1. CPO Piemonte, Università del Piemonte orientale, Novara
  2. CPO Piemonte, Università di Torino

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Epidemiology: A Very Short Introduction di Rodolfo Saracci è una sintetica ed elegante introduzione al metodo scientifico e al ruolo sociale dell’epidemiologia che colpisce per la chiarezza di impostazione. Dopo una breve introduzione storica, che sottolinea il contributo delle diverse tradizioni culturali europee del diciannovesimo secolo alla genesi dell’epidemiologia e il suo legame originario con la medicina clinica, preventiva e di salute pubblica, l’autore definisce il paradigma di epidemiologia moderna che verrà presentato e discusso nei capitoli successivi.

Gli elementi essenziali dell’epidemiologia sono il suo oggetto di studio, la salute delle popolazioni, e la sua struttura metodologica, che integra metodi propri delle scienze biomediche e di quelle sociali. Saracci organizza la sua descrizione dell’epidemiologia in termini funzionali identificando cinque aree principali di applicazione: l’epidemiologia descrittiva, quella eziologica, l’epidemiologia che valuta i rischi associati a specifiche esposizioni, quella che si interessa all’attività dei servizi sanitari e infine l’epidemiologia clinica. A questa tassonomia l’autore riconduce tutti gli scopi e i metodi di indagine epidemiologica presentati e discussi nei capitoli successivi. Il primo passo per fare ricerca epidemiologica è fornire definizioni univoche delle malattie che si intendono studiare, per poterne descrivere con accuratezza la distribuzione nella popolazione. A questo scopo vengono introdotti i primi concetti di natura quantitativa, prevalenza e incidenza, sottolineando la valenza logica delle diverse operazioni di stima piuttosto che la loro natura matematica. Il passo successivo nel percorso di ricerca è lo studio delle possibili cause di una malattia, paragonando il rischio di malattia in gruppi di popolazione esposti e non esposti a specifici fattori di rischio di interesse. Tuttavia, l’identificazione di un’associazione tra fattori di rischio e malattia non è di per sé sufficiente a stabilire un nesso eziologico tra i due. E’ necessario infatti disporre di un modello causale che supporti l’associazione epidemiologica. In altre parole, il nesso causale deve essere sancito da specifici criteri che l’autore riassume e discute utilizzando esempi tratti dalla letteratura epidemiologica, concentrandosi in particolare sulla distinzione tra determinanti individuali e di popolazione. In questa breve introduzione all’epidemiologia Saracci presenta concetti classici della metodologia di ricerca epidemiologica (e non solo), come la distorsione dovuta all’errore sistematico oppure la quantificazione dell’errore casuale, basandosi su casi emblematici tratti da progetti di ricerca che hanno fatto la storia della disciplina.

La capacità di presentare le diverse metodologie attraverso esempi mutuati dagli ambiti più diversi rende il libro familiare a un ampio pubblico di lettori e un punto di partenza sicuro per chiunque intenda proseguire nello studio dell’epidemiologia. L’autore utilizza quindi il concetto di causalità per impostare i diversi capitoli dedicati al disegno dello studio epidemiologico. Per esempio, gli studi di coorte e caso-controllo sono definiti in funzione del punto di osservazione che l’epidemiologo assume rispetto alla relazione causale tra esposizione e malattia con una distinzione che ricorda quella tra catamnesi e anamnesi propria del metodo clinico.

Nel capitolo dedicato all’epidemiologia descrittiva sono discusse le modalità di rappresentazione della distribuzione spaziale, cronologica e socio-demografica di malattie infettive e croniche, le fonti di dati che consentono di costruire queste distribuzioni e le stime di impatto globale utilizzate per pianificare e valutare le strategie di salute pubblica. Infine l’autore richiama l’attenzione sulle “illusioni” interpretative che possono risultare dalla confusione tra il livello individuale e quello di popolazione.

Nell’ultima parte del libro l’autore discute la relazione tra l’epidemiologia e le discipline che hanno per oggetto la salute delle popolazioni in quanto tali: medicina clinica e preventiva, salute pubblica. Da un lato affronta il processo di revisione sistematica della letteratura medica. L’approccio epidemiologico consente di sintetizzare le conoscenze mediche in un corpus aggiornato, ragionato e validato e di tradurlo in codici di condotta condivisi, adattabili ai diversi contesti in funzione di nuove scoperte scientifiche. Dall’altro concentra l’attenzione sul rapporto tra epidemiologia, etica e politica.

Il termine «popolazione» viene definito nei suoi due aspetti: 1. lo strumento di lavoro con cui gli epidemiologi studiano malattia e salute allo stesso modo con cui altri ricercatori usano modelli animali o cellulari; 2. la popolazione come destinatario della riduzione del carico di malattia. Tale riduzione può avvenire solo se i risultati della ricerca epidemiologica sono tradotti in interventi efficaci. Dovrebbero gli epidemiologi utilizzare le popolazioni come strumenti di ricerca per la scienza e ignorare le popolazioni come oggetto di intervento? La risposta dell’autore è chiara e diversa da quella di alcuni ambiti accademici per i quali i risultati della ricerca epidemiologica possono essere abbandonati alla porta dei colleghi di salute pubblica o dei politici decisori lasciando a loro la delega di se, come e quando utilizzare i risultati della ricerca.

Conseguentemente il libro si chiude con una richiesta di giustizia che porti a minimizzare le disuguaglianze tra e all’interno dei paesi come obiettivo della ricerca epidemiologica e come tester del suo valore nel migliorare le condizioni di salute delle popolazioni. Dulcis in fundo, l’organizzazione dell’apparato bibliografico che prende in considerazione le diverse tipologie di lettore, da chi fruisce a chi produce conoscenze scientifiche: i riferimenti agli approfondimenti sono pensati a seconda che il lettore voglia semplicemente conoscere l’epidemiologia o la utilizzi nella propria professione.

In conclusione, la lucida impostazione metodologica, il respiro globale degli esempi e i costanti riferimenti all’epidemiologia fatta sul campo, rendono questa breve introduzione un ottimo testo anche per i non professionisti dell’epidemiologia che hanno a che fare con questa disciplina: decisori politici, membri dei comitati etici, professionisti di altre discipline. Al tempo stesso è un testo per chi dell’epidemiologia è già un professionista che voglia fermarsi un attimo, riflettere su tematiche tecniche, etiche, politiche e poi proseguire il cammino con idee e stimoli nuovi.