rubrica
Epidemiol Prev 2012; 36 (2): 132-133

Cambiamento climatico e malattie trasmissibili

Climate change and communicable diseases

  • Paolo Vineis1

  1. Centre for Environment and Health School of Public Health, Imperial College London
Redazione E&P -

  • Se sei abbonato scarica il PDF nella colonna in alto a destra
  • Se non sei abbonato ti invitiamo ad abbonarti online cliccando qui
  • Se vuoi acquistare solo questo articolo scrivi a: abbonamenti@inferenze.it (20 euro)


Come è ormai risaputo, molti degli effetti del cambiamento climatico sulla salute riguarderanno (e già riguardano) le malattie trasmissibili. Il mutamento del microclima locale porta con sé una moltitudine di conseguenze per la diffusione di insetti che fungono da vettori, e i cambiamenti di temperatura facilitano o inibiscono la proliferazione di specie batteriche o parassitarie. Le modalità attraverso cui può avvenire la diffusione di malattie trasmissibili sono numerose e vengono abitualmente suddivise in quattro semplici categorie, per esempio da Medecins sans frontières nelle sue attività di educazione sanitaria.

Figura 1 / Figure 1

Le malattie “trasmesse dall’acqua” sono quelle a trasmissione oro-fecale, come il colera o varie forme di diarrea. Il colera è ancora endemico in alcuni Paesi, in particolare in Bangladesh (tanto che il più prestigioso ospedale e centro di ricerca di questo Paese, l’ICDDRB, è un ospedale specializzato nel colera). Ora il colera sta anche manifestando cambiamenti nella sua diffusione, come conseguenza del fatto che l’aumento di temperatura del mare e delle acque interne facilitano la proliferazione del vibrione. Le “malattie basate sull’acqua” (water-based) sono invece quelle in cui un parassita svolge parte del suo ciclo vitale nell’acqua, come nel caso della schistosomiasi. Anche per questa malattia ci sono segni di diffusione oltre le aree endemiche, per esempio in alcune aree della Cina, e soprattutto vi sono proiezioni che destano preoccupazioni (tra l’altro lo schistosoma è uno dei parassiti cancerogeni, essendo causa di tumori della vescica e del fegato). Sempre secondo la classificazione tradizionale, le malattie “lavate dall’acqua” (water-washed) sono quelle in cui gli agenti causali sono abitualmente eliminati se vengono seguite elementari norme igieniche; ne sono esempi la scabbia e il tracoma. In questo caso il problema cruciale è la disponibilità di acqua per lavarsi, e dunque un motivo di preoccupazione è la desertificazione di ampie aree del pianeta, come vedremo in seguito. Infine, le malattie correlate all’acqua (water-related) sono dovute al fatto che non il parassita, ma un suo vettore ha un ciclo che coinvolge l’acqua. L’esempio più ovvio è la malaria, legata al ciclo dell’anofele e alla presenza di acque stagnanti. La malaria è forse la malattia trasmissibile che più è stata studiata in relazione al cambiamento climatico, e vi sono prove di una sua diffusione (ma anche contrazione) al di fuori delle aree in cui è endemica.

E’ importante notare che il mutamento di distribuzione delle malattie trasmissibili a seguito dei cambiamenti climatici non è un fenomeno che riguarderà esclusivamente i Paesi a basso reddito, anche se questi saranno i più colpiti. Come mostra la figura, si assiste proprio in questi anni alla comparsa di malattie infettive in Europa che non sono legate solo alle migrazioni, ma anche ai mutamenti di clima, o all’interazione tra i due. Proprio quest’ultimo problema, quello delle interazioni, dovrebbe particolarmente interessare e preoccupare gli epidemiologi, visto che i fenomeni concomitanti e in parte tra loro legati delle migrazioni di massa e del cambiamento del clima possono portare a effetti importanti e imprevedibili (cfr. http://www.ecdc.europa.eu/en/healthtopics/climate_change/health_effects/... _diseases.aspx).

Ogni abitante del pianeta dovrebbe avere accesso a una sufficiente quantità di acqua di buona qualità, non contaminata e non stagnante. Sappiamo che non è così. Entro il 2025 circa metà della popolazione mondiale vivrà in condizioni di estrema scarsità d’acqua, e la qualità dell’acqua sta declinando in molte parti del mondo. Il 50% circa delle aree umide sono andate perdute, con la relativa flora e fauna caratteristiche, mentre allo stesso tempo il 70%delle riserve disponibili vengono usate per l’irrigazione. Non può sfuggire il fatto che c’è una fortissima componente di iniquità sociale, non solo per l’ovvia considerazione che chi non ha accesso ad acqua di buona qualità sono i poveri,ma anche perché i ricchi sono responsabili di sprechi colossali, come l‘irrigazione dei campi da golf in zone aridissime come il Kuwait o il Qatar.

A parte le malattie legate direttamente alla scarsità d’acqua di buona qualità, la siccità è a sua volta causa di diverse malattie. Nelle vaste aree della Cina in cui la siccità sta diventando un problema acuto si diffondono più facilmente malattie delle vie aeree. Questo effetto è legato al fatto che nelle aree urbane aumenta l’inquinamento da particolato; mentre nelle aree rurali le abituali tempeste di sabbia sono più severe a causa della erosione del terreno.

Inserisci il tuo commento

L'indirizzo mail è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Refresh Type the characters you see in this picture. Type the characters you see in the picture; if you can't read them, submit the form and a new image will be generated. Not case sensitive.  Switch to audio verification.