rubrica
Epidemiol Prev 2012; 36 (6): 372-372

Aumenta la sopravvivenza per tutti i tumori, soprattutto nei maschi, ma è solo questione di PSA

Survival for all cancers is increasing, especially in men, but only thanks to PSA

  • Enzo Coviello

  • Ivan Rashid

  • Carlotta Buzzoni

  • Mario Fusco

  • AIRTUM Working Group1

  1. www.registri-tumori.it
Enzo Coviello -

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La sopravvivenza per tutti i tumori è un indicatore della performance complessiva di un sistema sanitario. Inoltre, essendo un determinante della prevalenza, essa è associata al carico globale della patologia neoplastica in una popolazione.

In 18 anni (dal 1990 al 2007) in Italia la sopravvivenza delle donne a 5 anni di distanza dalla diagnosi di un tumore (per tutti i tumori esclusi i non melanomatosi della cute) è cresciuta dal 54,2% al 62,7%, mentre negli uomini è passata dal 41,3% al 54,6%. L’incremento nelle donne è stato dell’8,5%, negli uomini ha raggiunto il 13,3%. La stima è standardizzata per sede per evitare che la variazione dipenda dal cambiamento nel tempo della distribuzione dell’incidenza dei tumori con differente letalità (Epidemiol Prev 2011; 35 (5-6) suppl 3: 150-167).

Dal 1990 al 2007 la perfomance complessiva del sistema sanitario ha perciò registrato in Italia un costante e sensibile miglioramento. A tale risultato è associato un aumento del carico assistenziale connesso all’incremento del numero delle persone con una diagnosi di tumore. L’interpretazione non è semplice poiché l’andamento della sopravvivenza per tutti i tumori è il risultato dell’aggregazione della sopravvivenza di molti tipi di cancro con diverse possibilità di diagnosi e trattamento e può essere particolarmente influenzato dall’andamento della sopravvivenza delle sedi di tumore più frequenti, quali la mammella nelle donne e la prostata negli uomini. Escludendo questi tumori la sopravvivenza per tutti i tumori tra l’inizio degli anni Novanta e il 2007 passa dal 43,6% al 51,9% nelle donne e dal 36,1% al 45,6% negli uomini. L’incremento della sopravvivenza resta perciò quasi invariato nelle donne (+8,3%vs +8,5%) mentre si riduce negli uomini (+9,5% vs +13,3%).

La diffusione del test del PSA condiziona non solo l’andamento della sopravvivenza per questo specifico tumore, ma anche la sopravvivenza per tutti i tumori nei maschi.

Commenti

PSA: aiuta a posticipare la morte o anticipa solo la diagnosi?

Occhio al granchio!

Nell'articolo "Survival for all cancers is increasing, especially in men, but only thanks to PSA" sembra che si debba ringraziare il PSA per aver aumentato la sopravvivenza nei pazienti con tumore alla prostata. Occhio alla differenza tra sopravvivenza reale e quella percepita. In questo caso non si dimostra la possibile posticipazione del decesso (che viene percepita dall'articolo). E'invece possibile che l'aumento della sopravvivenza non sia reale ma sia causata dall'anticipazione diagnostica con il PSA (http://en.wikipedia.org/wiki/Lead_time_bias ) e dalla sovradiagnosi (http://www.bu.edu/today/2011/medical-overdiagnosis-bad-for-you-good-for-...). Le implicazioni sull'aumentata durata della vita ma anche con aumentato periodo di sofferenza (grazie all'inefficace anticipazione diagnostica) è un altro problema che come sanitari dobbiamo considerare con priorità.

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