rubrica
Epidemiol Prev 2015; 39 (1): 66-66

“Il Last”: dizionario di epidemiologia

“The Last”: a dictionary of epidemiology

  • Benedetto Terracini1

  1. Past director
Redazione E&P -

A dictionary of epidemiology, 6th edition
A handbook sponsored by the International Epidemiological Association (IEA)

Miquel Porta (ed.)
Oxford, Oxford University Press
2014, pp. 376, US$ 35,00

Cover libro Miguel PortaA partire dal 1983, John Last ha curato quattro edizioni del dizionario, che nell’ambiente epidemiologico che lo usa viene familiarmente chiamato “il Last”. Questa sesta edizione, come la precedente, è curata da Miquel Porta, insieme a Sander Greenland, Miguel Hernan, Isabel dos Santos Silva e lo stesso John Last. Contiene 800 referenze bibliografiche introdotte nel testo delle definizioni (un numero maggiore rispetto all’edizione precedente) e una bibliografia accessoria di 130 libri e siti web.

E’ interessante il modo in cui questa edizione è stata costruita. Nel maggio 2012, attraverso l’International Journal of Epidemiology e la Newsletter dell’International Epidemiological Association (IEA), venne lanciato al mondo epidemiologico internazionale un appello che sollecitava proposte e suggerimenti di integrazione o modifica di voci già esistenti. Vennero così raccolti oltre 400 contributi i cui autori sono elencati nelle pagine introduttive (gli italiani sono stati soltanto due). Tra i contributi, il 71% sollecitava l’inclusione di nuovi termini, il 17%richiedeva un cambiamento della definizione di un termine già esistente, il 4%proponeva la rimozione di un termine, il restante 8% ha inviato commenti di vario genere. Fra coloro che hanno inviato i propri contributi, oltre 60 persone dichiaravano che il proprio mestiere non è quello di epidemiologo, ma nel lavoro utilizza spesso conoscenza, metodi o ragionamenti epidemiologici.

Nella presentazione del volume gli autori affermano che i cambiamenti sono i più profondi mai sperimentati dal dizionario nei suoi trent’anni di vita, a causa della rivoluzione metodologica contestuale alla nuova concezione della ricerca clinica ed epidemiologica e del nuovo approccio alla verifica della validità delle osservazioni. Come fa notare Miquel Porta, a cavallo del passaggio di millennio si sono verificati due eventi epocali tra loro interconnessi. Da una parte, una progressiva sfocatura (il termine è suo, ed è bello) dei metodi di ricerca epidemiologica; dall’altra, un reciproco mescolamento tra gli obiettivi della ricerca epidemiologica e quelli della ricerca sociale e della ricerca di base. L’una e l’altra si sono appropriate del ragionamento epidemiologico. Il dizionario, inoltre, apre prospettive esterne alla tradizione della disciplina, attraverso la definizione di “epidemiologia popolare” e “lay epidemiology” (a dire il vero, nello stesso senso si è mossa E&P).

Il concetto di bias oramai esprime qualcosa di ben più ampio delle conseguenze di errori nel disegno o nella conduzione degli studi, come avevamo imparato mezzo secolo fa. Il dizionario ne elenca oltre trenta. Un bias nuovo è quello “di investigazione”, che risulta dalla preferenza del ricercatore per un dato risultato (con chiaro riferimento ai possibili conflitti di interessi). E’ invece sorprendentemente sparito il bias di presentazione dei dati. L’eredità epigenetica, l’epigenetica e l’epigenoma compaiono nella stessa forma con cui erano stati introdotti nella quinta edizione del 2008.

Nel mondo in cui viviamo, il linguaggio epidemiologico è tutt’altro che codificato. Lo stesso John Last, nell’intervista di Julian Little (Epidemiology 2010;21(5): 748-52) aveva fatto notare che in epidemiologia i dissensi terminologici sono maggiori rispetto ad altri settori della salute pubblica. Lo verifichiamo nella vita di tutti i giorni, e anche sulle pagine di E&P. Il dizionario non ha alcuna pretesa di codificare; anzi, non lesina segnalazioni di omonimie, riportando – dove necessario – i diversi concetti che talvolta vanno con lo stesso nome.

E’ probabile che gli epidemiologi italiani che usano “il Last” per i loro confronti professionali ritengano naturale integrare la loro biblioteca con questa nuova versione. Raccomando di sperimentare l’utilità di questo volume a chi non ha testato i precedenti.

 


Miquel Porta (Barcellona, 1957), medico ed epidemiologo catalano, si occupa principalmente di epidemiologia clinica e molecolare, screening e impatto dell’inquinamento sulla salute ambientale. Ha lavorato per importanti università europee e degli Stati Uniti e ha ricoperto importanti cariche in associazioni epidemiologiche nazionali e a livello europeo. Attualmente è membro delle commissioni editoriali di riviste del calibro di Lancet e dello European Journal of Epidemiology.

Inserisci il tuo commento

L'indirizzo mail è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Refresh Type the characters you see in this picture. Type the characters you see in the picture; if you can't read them, submit the form and a new image will be generated. Not case sensitive.  Switch to audio verification.