pubblicazione
Epidemiol Prev 2017; 41 (2), marzo-aprile

Epidemiologia&Prevenzione cover

Questo nuovo numero di E&P accoglie le lettere di Gianluigi Ferrante e Paolo Baili che ci parlano della condizione di precarietà nella quale è confinata molta parte della ricerca italiana e degli sforzi per ridarle una speranza per il futuro. Maria Angela Vigotti, invece, suggerisce un tema per possibili progetti di epidemiologia sociale dedicati alle carceri e al ruolo positivo che il teatro può svolgere nella diminuzione dei casi di recidiva.

Seguono due editoriali: il primo, di Richiardi e coll., introduce i lettori al grande dibattito in corso a livello internazionale sull’inferenza causale in epidemiologia, e in particolare sull’approccio controfattuale...

Questo nuovo numero di E&P accoglie le lettere di Gianluigi Ferrante e Paolo Baili che ci parlano della condizione di precarietà nella quale è confinata molta parte della ricerca italiana e degli sforzi per ridarle una speranza per il futuro. Maria Angela Vigotti, invece, suggerisce un tema per possibili progetti di epidemiologia sociale dedicati alle carceri e al ruolo positivo che il teatro può svolgere nella diminuzione dei casi di recidiva.

Seguono due editoriali: il primo, di Richiardi e coll., introduce i lettori al grande dibattito in corso a livello internazionale sull’inferenza causale in epidemiologia, e in particolare sull’approccio controfattuale. E&P auspica che anche in Italia se ne parli, magari facendo tesoro delle iniziative formative messe in campo dall’ICE, il Gruppo Inferenza Causale in Epidemiologia, attivo dal 2009. La rivista offre sul proprio sito una vasta bibliografia in merito e invita gli epidemiologi a intervenire sul tema. Nel secondo, riprendendo un articolo di Savitz, Corrado Magnani si chiede se sia sempre opportuno effettuare una ricerca epidemiologica nei casi di inquinamento ambientale. Si sostiene che quando il collegamento esposizione-malattia è già noto, ulteriori indagini possono ritardare l’azione preventiva, quindi sono da evitare.

Segnaliamo anche l’intervento di Roberto Pasetto che propone un’analisi dello stato di salute delle popolazioni residenti nei siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN) mettendo in evidenza un problema di giustizia ambientale.

Tra gli articoli, Pitter e coll. propongono un approccio per l’identificazione dei casi di celiachia a insorgenza pediatrica: un aspetto sanitario di cui tanto si parla in questi anni. Di Stefano e il gruppo di lavoro sugli screening del tumore della cervice uterina discutono dei problemi organizzativi dei programmi di riconversione al test HPV, che è risultato – ai fini preventivi – più efficace del tradizione controllo con Pap test nel contenere il rischio di cervicocarcinoma: un valido contributo per supportare le scelte di programmazione sanitaria basate sulle evidenze. Non meno importanti gli articoli sull’uso degli indicatori come strumento di governo della medicina territoriale, sul ruolo delle ispezioni nei cantieri nella riduzione degli infortuni e sulla mortalità dei lavoratori della gomma.

Di grande interesse i diversi contributi ospitati dalla rivista, da EpiChange – dove si racconta della citizen science prodotta da un gruppo di mamme toscane che si sono opposte alla costruzione di un inceneritore facendo proposte alternative e, nel contempo, mettendo in discussione il ruolo degli esperti – alla recensione di Franco Carnevale sul libro di Filippo La Torre Per un pugno di amianto. Allegato a questo numero, un Supplemento decisamente importante: l’Associazione italiana dei registri tumori aggiorna le stime della sopravvivenza ai tumori in Italia, ma con approcci innovativi che fanno di quest’opera uno strumento prezioso per chi si occupa di oncologia e sanità pubblica.

Cari lettori, quando avrete scelto i contributi per voi più interessanti e magari imparato qualcosa di nuovo, provate a pensare quanta fatica, lavoro e intelligenza racchiudono queste pagine e quanto esse possano aiutare a promuovere la salute delle nostre popolazioni e chiedetevi se non valga la pena che questa proposta editoriale continui e si rafforzi. Abbiamo messo a punto progetti di miglioramento del sito e della rivista, ma per realizzarli e perché E&P possa continuare a pubblicare i contributi prodotti dagli epidemiologi italiani e fungere da punto di riferimento per i dibattiti sull’attualità della ricerca e della sanità pubblica occorre uno sforzo collettivo straordinario. Dobbiamo porci l’obiettivo di raddoppiare il numero degli abbonati. Anche se la vostra istituzione vi offre la rivista on-line, regalatevi un abbonamento personale o offritene uno ai ricercatori più giovani. Se tutti lo facessimo saremmo sulla strada del risanamento e dell’innovazione. Ma – ancora più importante – inviate i vostri lavori scientifici a E&P, che è un ottimo canale per far conoscere a livello nazionale e internazionale i risultati delle vostre ricerche.

Buona lettura e buona E&P

 

Andrea Micheli & Francesco Forastiere

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