pubblicazione
Epidemiol Prev 2015; 39 (3), maggio-giugno

Epidemiologia&Prevenzione cover

Se immaginiamo il nostro sapere come una sfera che si ingrandisce man mano che si accumula conoscenza, vedremo che più la sfera si amplia, più cresce la superficie di contatto con ciò che non sappiamo. Più sappiamo, più sappiamo di non sapere... più approfondiamo un dilemma e meno ne veniamo a capo. E’ questo che succede quando si affronta il dibattito, ormai annoso, sull’efficacia dello screening del tumore della mammella? Forse no, forse il manuale pubblicato dalla IARC con la valutazione delle prove su benefici ed effetti avversi delle differenti attività di prevenzione secondaria del tumore al seno rappresenta un punto fermo sulla questione; questo è ciò che afferma Francesco...

Se immaginiamo il nostro sapere come una sfera che si ingrandisce man mano che si accumula conoscenza, vedremo che più la sfera si amplia, più cresce la superficie di contatto con ciò che non sappiamo. Più sappiamo, più sappiamo di non sapere... più approfondiamo un dilemma e meno ne veniamo a capo. E’ questo che succede quando si affronta il dibattito, ormai annoso, sull’efficacia dello screening del tumore della mammella? Forse no, forse il manuale pubblicato dalla IARC con la valutazione delle prove su benefici ed effetti avversi delle differenti attività di prevenzione secondaria del tumore al seno rappresenta un punto fermo sulla questione; questo è ciò che afferma Francesco Sardanelli, estensore dell’editoriale contenuto in questo numero, e che sostengono Eugenio Paci eNereo Segnan nel loro intervento sullo stesso tema. Ricordo ai lettori che sul sito di E&P c’è sempre la possibilità di contribuire al dibattito lasciando commenti.

Così come si può commentare l’editoriale di Giuseppe Traversa sul modo di fare comunicazione attorno ai vaccini, che ha un’impostazione assai diversa da quanto sostenuto da Carlo Signorelli nel suo intervento sullo stesso tema. Interessante il ragionamento attorno al sottile crinale che divide la prevenzione dalla medicalizzazione sulla questione dei certificati medici per chi fa sport, dove, oltre la difesa della salute, tanto peso sembra avere la difesa di certe categorie professionali, come fa notare Paolo D’Argenio.

Dopo tante descrizioni di esperienze locali, la Sezione EpiChange (Epidemiologia in trasformazione) ci porta all’estero, in Francia, dove la partecipazione popolare alla ricerca scientifica trova sponde istituzionali da noi ancora inesistenti.

Intanto il dibattito sull’articolo di Tomasetti e Vogelstein sui tumori e la “sfortuna” si arricchisce su E&P di un nuovo intervento di Enrico Oddone, Carlo Modonesi e Alessandro Giuliani, al quale, sul prossimo numero, seguirà una risposta di Lucio Luzzatto.

Da non perdere il documento firmato AIE sul ruolo dell’epidemiologia nella realizzazione del Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 e l’articolo di Eugenio Paci che dà la sveglia sulla questione del monitoraggio dei tumori sul territorio italiano attraverso i Registri tumori.

Tra gli articoli scientifici segnalo l’articolo di Cannone et al, del gruppo del Registro tumori della Puglia, che stima un eccesso di tumori maligni infantili nella città di Taranto nel periodo 2003-2008, mentre Girardi et al. documentano un eccesso di tumori in lavoratori addetti a cromatura.

E su quest’ultimo tema, la salute dei lavoratori, Franco Carnevale nella rubrica «Libri e storie» ci stupisce ancora una volta con un saggio su Léonard Defrance, pittore belga che all’igiene del lavoro ha ispirato molte sue opere.

A questo numero di E&P si accompagna l’undicesimo Rapporto dell’Osservatorio nazionale screening che ci aggiorna su diffusione, estensione e risultati dei programmi di screening organizzati sul territorio nazionale. Buona lettura.

Indice

Editoriali


Attualità


Articoli Scientifici


Interventi


Rubriche