lettera
Epidemiol Prev 2017; 41 (2): 74-74
DOI: https://doi.org/10.19191/EP17.2.P74.019

Ricercatori precari: la storia di un successo

Non-tenured researchers: a successful story


Lo scorso 9 febbraio, all’Istituto superiore di sanità (ISS) abbiamo esultato alla notizia dell’approvazione al Senato dell’emendamento 1.22 al decreto legge “Milleproroghe”, che consente all’ISS l’avvio di procedure concorsuali per l’assunzione di 230 unità di personale non dirigenziale e l’approvazione del corrispettivo finanziamento. Questi fondi, sommati a quelli di bilancio promessi dall’amministrazione, consentiranno di porre fi ne nell’arco di 2 o 3 anni al problema storico dei 530 precari dell’ente. Questo risultato arriva dopo anni di battaglie combattute per difendere il diritto al lavoro e ottenere il riconoscimento delle funzioni che svolgiamo.

Il ruolo dell’ISS nella tutela della Salute dei cittadini

L’ISS è la principale istituzione in Italia che si occupa di sanità pubblica. Oltre alle attività di ricerca, svolge funzioni di controllo su farmaci, vaccini, alimenti e sostanze chimiche, di intervento nelle emergenze sanitarie, di studio e monitoraggio delle problematiche ambientali, di supporto al Ministero della salute e ad altre istituzioni pubbliche. Tutte funzioni garantite anche da noi, 530 lavoratori precari – circa un quarto del personale dell’ente – che quotidianamente, in media da più di 10 anni, portiamo avanti le attività con varie tipologie di contratti a termine. Ma l’uso di contratti temporanei per garantire attività strutturali ha sempre rappresentato una forte anomalia. Per anni la politica si è disinteressata del problema e solo recentemente ha tentato, almeno a parole, di sanare la situazione, senza mai arrivare a un risultato concreto. Questa volta, però, è successo qualcosa di diverso: in occasione della partecipazione di Beatrice Lorenzin a una giornata a porte aperte qui in ISS, un rappresentante del sindacato di base USB ha chiesto e ottenuto dalla Ministra un impegno pubblico a trovare una soluzione al precariato. Su questa promessa è stata costruita una strategia di azione incentrata sulla mobilitazione interna dei lavoratori e sulla diffusione delle informazioni e delle varie iniziative, attraverso l’utilizzo dei social network. Tutto ciò ha creato le condizioni affinché la Ministra, in primo luogo, e poi la presidenza, la direzione dell’ISS e una buona rete di parlamentari, deputati e senatori perseguissero l’obiettivo di un provvedimento di stabilizzazione dei lavoratori precari dell’ISS. Nonostante le condizioni favorevoli al raggiungimento del risultato, il percorso legislativo è stato lungo e pieno di ostacoli, con continui avanzamenti e retrocessioni.

La mobilitazione come strumento per essere ascoltati

L’occupazione dell’Aula Magna dell’ISS è stata lo strumento per creare risonanza su un problema costantemente rimandato dalla politica e per seguire quotidianamente i lavori di Governo e Parlamento, facendo attenzione che le nostre istanze fossero sostenute e portate avanti. Questa mobilitazione ha, inoltre, rappresentato un momento di forte partecipazione per noi lavoratori dell’ente, che siamo diventati protagonisti, riunendoci in un’assemblea permanente, divenuta molto presto uno spazio di discussione democratico e un laboratorio di idee. Proprio da qui sono nate le #530Storie e le #PillolediScienza, due progetti sviluppati per raccontare sui social network che cosa vuol dire vivere da precari e cosa facciamo per tutelare giorno dopo giorno la salute dei cittadini. La stabilizzazione che verrà rappresenta, dopo tanti anni per noi lavoratori precari dell’ISS, è un importante traguardo personale e professionale. Un traguardo personale, perché avere un contratto di lavoro stabile significa poter pianificare le nostre vite, senza doverci scontrare quotidianamente con la preoccupazione che il rinnovo del contratto dipenda dall’entrata di un progetto di ricerca in grado di finanziarlo. Un traguardo professionale, perché finalmente potremo permetterci di scegliere le attività da portare avanti in funzione delle priorità del Servizio sanitario nazionale, e con una programmazione più a lungo termine. Si avrà, inoltre, più tempo da dedicare al lavoro per cui siamo pagati: basti pensare che finora molto tempo era speso nella ricerca dei fondi necessari a pagare i nostri contratti, ma anche a coprire molte spese di funzionamento a causa dei pochi soldi disponibili.

Un successo controcorrente

Si tratta di un successo decisamente controcorrente, dovuto ad alcuni ingredienti fondamentali: prima di tutto, la determinazione dei lavoratori riuniti in assemblea e del sindacato di base nel difendere il diritto al lavoro. Poi, la volontà politica e la valorizzazione delle funzioni dell’ISS, raccontate attraverso progetti di divulgazione. Infine, ma non meno importanti, altri due ingredienti sono stati fondamentali: il nostro protagonismo e la nostra partecipazione, con cui per ben 81 giorni è stata messa in campo in ISS una mobilitazione senza precedenti, sacrificando ore e notti alle famiglie, ma fermamente convinti che era la cosa giusta da fare. Ci piacerebbe che questa esperienza diventasse un segnale per tutti i lavoratori precari degli enti pubblici di ricerca e, più in generale, per tutti i precari: si può vincere!

Gianluigi Ferrante, Federica Fratini
ricercatori precari, Istituto superiore di sanità
Corrispondenza: gianluigi.ferrante@iss.it

EPIDEMIOLOGIA & PRECARIATO è un’iniziativa nata con l’intento di mettere in rete i ricercatori precari con contratto di lavoro atipico e temporaneo per raccontare una realtà di cui si parla troppo poco, per elaborare proposte e strumenti per una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori e per avviare un profi cuo dialogo con l’Associazione italiana di epidemiologia sul tema del precariato. Formalizzata nell’ottobre 2016 durante l’assemblea dei soci in occasione del XL Congresso dell’AIE, l’iniziativa si è strutturata in gruppi di lavoro che hanno già formulato una serie di obiettivi e proposte diffondendo informazioni attraverso i social media e utilizzando gli spazi offerti dai siti dell’AIE e della rivista Epidemiologia&Prevenzione. Gli interessati a collaborare a una delle quattro aree tematiche (comitato editoriale; comunicazione social; precariato e ricerca scientifi ca; censimento delle realtà di precariato nell’epidemiologia italiana) o a suggerirne di nuove possono inviare un’email a epidemiologiaepiprecariato@gmail.com. Per saperne di più, vi invitiamo a seguirci sulle nostre pagine web www.epiprev.it/precariato-home e Facebook www.facebook.com/epiprec/

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