EpiChange 1 (E&P 3-4 2014)

da "In questo numero" E&P 2014 n. 3-4 p.147

di Benedetto Terracini, past director di E&P

Anche questa volta E&P presenta una novità importante, quella che va sotto il nome di epichange o “ricerca partecipata”. E’ una prospettiva di grandissimo respiro. A dire il vero, di 'non delega della salute' (e quindi di non delega della ricerca sanitaria) si parlava già quasi mezzo secolo fa, ai tempi della gestazione dello statuto dei lavoratori... (leggi tutto)


Gli epidemiologi e la scienza degli altri

di Annibale Biggeri, Dipartimento di statistica "G. Parenti", Università di Firenze

logo epichange

A partire da questo numero la nostra rivista si arricchisce di una nuova sezione, dove vengono pubblicati editoriali, schede informative e articoli scientifici originali frutto di un modo nuovo e diverso di produzione di conoscenza.
Di cosa si tratta? La diffusione e la facilità di accesso alle tecnologie informatiche per il recupero di informazioni insieme con la proliferazione dei social network hanno reso gli individui più attivi e capaci nel valutare la propria salute. Hanno anche facilitato la formazione di gruppi o comitati di cittadini impegnati a progettare e condurre una ricerca di tipo sanitario. Si tratta di modalità di ricerca eterogenee, dagli autoesperimenti su singoli individui, alla sorveglianza dal basso, all’analisi di dati di genomica, a studi di associazione genome- wide (GWAS). Questi progetti sono definiti in vario modo in letteratura: «citizen driven», «participant driven», «crowd sourced», «participant centric».
Tutto ciò che li accomuna e che giustifica il nostro interesse è che i partecipanti sono la forza trainante nell’iniziare e condurre la ricerca. Ma c’è di più ed è fondamentale: tale ricerca partecipata è in grado di produrre risultati scientifici di alta qualità, paragonabili a quelli ottenuti dalla scienza ufficiale e anche tali da essere pubblicati su riviste scientifiche di alto profilo.... (leggi tutto)


Chi controlla la qualità dell'aria a Firenze?

di Daniele Grechi, chimico ambientale, Firenze

Nel corso del 2012 il Sindaco di Firenze ha emanato tre ordinanze “per la lotta all’inquinamento atmosferico causato dal particolato PM10”. Qui  

  • si discutono la tipologia e l’efficacia dei provvedimenti adottati e la rappresentatività del sistema di monitoraggio della qualità dell’aria su cui si basano tali provvedimenti;

  • si avanzano alcune proposte di miglioramento

  • si riporta un’esperienza di produzione di conoscenza scientifica condotta da alcuni cittadini sull’inquinamento atmosferico di Firenze....

Leggi la versione breve oppure scarica  la versione tecnica (più lunga e dettagliata). Scarica tabelle e figure.


Il processo antismog di Firenze

La scheda: le tappe del processo

Il video: le ragioni del processo spiegate
dal PM Giulio Monferini

Il sito dei cittadini di Firenze

 


Scienza e diritto in tribunale

 

di Mariachiara Tallacchini, Facoltà di economia e giurisprudenza, Università Cattolica Sacro Cuore, Piacenza

Riassunto
Nelle società basate sulla conoscenza la scienza e il diritto rappresentano i principali creatori di regole e ordine. Le relazioni tra conoscenze e norme sono particolarmente delicate negli ambiti in cui l’incertezza scientifica e la causalità probabilistica sono più frequentemente coinvolte, come ambiente e salute.
La decisione del Tribunale di Firenze – presa qui in esame – ha a che fare con le correlazioni incerte tra PM10 e salute.
Questo caso penale coinvolge alcuni amministratori pubblici della Regione Toscana, accusati di non aver adottato misure adeguate a mantenere i livelli di PM10 nei limiti stabiliti dalla direttiva europea 2008/50/EC sulla qualità dell’aria.
Nell’argomentare l’infondatezza delle accuse, il tribunale, se da un lato invoca la validità della scienza, dall’altro sceglie deliberatamente le prove scientifiche a sostegno di ben precise implicazioni giuridiche. Le condizioni meteorologiche vengono considerate l'unico determinante degli alti livelli di PM10; la loro incertezza è inquadrata come imprevedibilità e non governabilità assolute; ne consegue la non responsabilità.
Il concetto di coproduzione viene utilizzato come strumento critico per mettere a nudo le complesse relazioni tra scienza e diritto mostrando che concetti giuridici e scientifici si generano e si influenzano a vicenda anche quando la legge dichiara di basarsi sulla scienza in modo neutrale e oggettivo.

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