articolo scientifico
Epidemiol Prev 2018; 42 (1): 20-33
DOI: https://doi.org/10.19191/EP18.1.P020.012

Studio di coorte residenziale su mortalità e ricoveri nei Comuni di Viggiano e Grumento Nova nell’ambito della VIS in Val d’Agri, Basilicata

Residential cohort study on mortality and hospitalization in Viggiano and Grumento Nova municipalities in the framework of HIA in Val d’Agri (Basilicata Region, Southern Italy)

  • Fabrizio Minichilli1

  • Fabrizio Bianchi1

  • Carla Ancona2

  • Marco Cervino3

  • Gianluigi De Gennaro4

  • Cristina Mangia3

  • Michele Santoro1

  • Elisa Bustaffa1

  • Gruppo di lavoro5

  1. Istituto di fisiologia clinica, Unità di epidemiologia ambientale e registri di patologia, Consiglio nazionale delle ricerche, Pisa
  2. Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, ASL Roma 1
  3. Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima, Consiglio nazionale delle ricerche
  4. Dipartimento di biologia, Università degli Studi di Bari
  5. Vedi elenco*
Fabrizio Bianchi -

Cosa si sapeva già

  • Dal 2001, anno di avvio del COVA (ampliamento del Centro olio “Monte Alpi”, in funzione dal 1996), al 2014 non erano stati effettuati studi epidemiologici nei due Comuni di Viggiano e Grumento Nova.
  • Uno studio descrittivo della mortalità 2000-2013, condotto nell’ambito della VIS di Viggiano e Grumento Nova, mostrava eccessi di mortalità per tutte le cause, per malattie del sistema circolatorio, per tumori del polmone e dello stomaco.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Lo studio di coorte, avvalendosi di una ricostruzione modellistica della diffusione di inquinanti traccianti delle emissioni industriali, ha messo in luce associazioni tra livelli di esposizione e patologie cardiorespiratorie nella popolazione residente, soprattutto tra le donne.

Riassunto:

OBIETTIVI: valutare l’associazione tra le emissioni del Centro olio Val d’Agri (COVA), e la mortalità e le ospedalizzazioni dei residenti nei Comuni di Viggiano e Grumento Nova in Val d’Agri (Basilicata).
DISEGNO:
studio di coorte residenziale.
SETTING E PARTECIPANTI: modelli di dispersione lagrangiani per stimare all’indirizzo di residenza le concentrazioni di NOx, come tracciante delle emissioni del COVA. In base ai terzili della distribuzione di NOx, è stata classificata l’esposizione individuale ed è stata effettuata un’analisi con modello di Cox (hazard ratio, HR, del trend e intervalli di confidenza al 95%, IC95%). L’associazione tra esposizione a NOx e mortalità/ospedalizzazione della coorte è stata valutata considerando età, livello socioeconomico e distanza da strada ad alto traffico. La coorte ha incluso 6.795 soggetti (73.270 anni-persona) nel periodo 2000-2014.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: cause di mortalità e ospedalizzazione dovute a patologie del sistema cardio-respiratorio, a priori riconosciute associabili a inquinamento atmosferico, con induzione-latenza medio-breve, compatibili con il funzionamento del COVA.
RISULTATI: all’aumento della classe di esposizione è stato stimato un aumento del rischio di mortalità per malattie del sistema circolatorio (HR trend: 1,19; IC95% 1,02-1,39), più forte considerando le donne (HR trend: 1,29; IC95% 1,03-1,60). Dai risultati delle ospedalizzazioni emerge tra i residenti un aumentato rischio per malattie respiratorie (HR trend: 1,12; IC95% 1,01-1,25) e tra le donne per malattie del sistema circolatorio (HR trend: 1,19; IC95% 1,03-1,38), ischemiche del cuore (HR trend: 1,33; IC95% 1,02-1,74) e patologie respiratorie (HR trend: 1,22; IC95% 1,03-1,46).
CONCLUSIONI: gli eccessi di mortalità e ospedalizzazione emersi in aree più esposte a inquinanti di origine industriale sono rilevanti per decidere azioni di prevenzione. Si raccomanda la definizione e implementazione di un sistema di sorveglianza per tutta la popolazione residente basato su indicatori di inquinamento ambientale e di esiti sulla salute riconosciuti correlati sulla base della letteratura scientifica e dei risultati conseguiti dal presente studio.

Parole chiave: coorte residenziale, primo trattamento del petrolio grezzo, modello di dispersione, mortalità e ricovero ospedaliero, sistema circolatorio

 


 

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Abstract:

OBJECTIVES: to evaluate the associations among the emissions produced by “Centro olio Val d’Agri” (COVA), with mortality and hospitalization of residents in the Viggiano and Grumento Nova Municipalities, located in Val d’Agri (Basilicata Region, Southern Italy).
DESIGN: residential cohort study.
SETTINGS AND PARTICIPANTS: Lagrangians dispersion models to estimate the level of exposure at the address of residence to NOx concentrations as tracers of COVA emissions. Based on the tertile of NOx distribution, individual exposure was classified and a Cox model analysis was performed (hazard ratio, HR, trend with relative 95%CI). The association among exposure to NOx and the cohort mortality/hospitalization was evaluated considering age, socioeconomic status, and distance from the high traffic density road. The cohort included 6,795 residents (73,270 person-years) in the period 2000-2014.
MAIN OUTCOME MEASURES: causes of mortality and hospitalization due to cardio-respiratory diseases, recognised as associated to air pollution, with medium-short latency induction period, consistent with the period of operation at the COVA.
RESULTS: increasing trends were observed on three exposure classes for mortality due to circulatory system diseases (HR trend: 1.19; 95%CI 1.02-1.39), stronger considering women (HR trend: 1.19; 95%CI 1.02-1.39). From hospitalizations results, an increased risk emerges for respiratory diseases (HR trend: 1.12; 95%CI 1.01-1.25) and, for women, for diseases of the circulatory system (HR trend: 1.19; 95%CI 1.03-1.38), for ischemic diseases (HR trend: 1.33; 95%CI 1.02-1.74) and respiratory diseases (HR trend: 1.22; 95%CI 1.03-1.46).
CONCLUSIONS: the excesses of mortality and hospitalization emerged in areas most exposed to pollutants of industrial origin are relevant for preventive actions. It is recommended to define and implement a surveillance system for the entire resident population based on indicators of environmental pollution and related health outcomes on the basis of the scientific literature and the results achieved by the present study.

Keywords: residential cohort, crude oil first treatment, dispersion model, mortality and hospital admission, circulatory system


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Commenti

precisazione sulle misure di Black Carbon

Nel lavoro in oggetto gli autori citano l’articolo di Pavese G., Calvello M., Esposito F. “Black carbon and Organic Components in the Atmosphere of Southern Italy: Comparing Emissions from Different Sources and Production Processes of Carbonaceous Particles”. AAQR 2012; 12(6):1146-56 riportando testualmente: “Ricerche condotte dall’Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale (IMAA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) riportavano concentrazioni di black carbon nelle ricadute al suolo delle emissioni del COVA superiori a quelle rilevate in altri siti.” Si precisa innanzitutto che i siti coinvolti nel lavoro citato sono solo due: la sede IMAA di Tito Scalo, un sito semi-rurale, dove il raccordo autostradale Potenza-Sicignano rappresenta la principale fonte di Black Carbon, e la Val d’Agri dove l’impianto del COVA é una delle sorgenti di Black Carbon. Nel primo caso si considerano alcune misure “spot” effettuate negli anni 2008-2010, nel secondo le misure effettuate di continuo nel periodo Gennaio-Aprile 2011. Si precisa che, i valori massimi di emissione registrati a Tito Scalo variano da 2000 a 4700 ng/m3, mentre presso il COVA, variano da 1000 a 8000 ng/m3. I valori medi, sicuramente più significativi per l'analisi condotta, presentano valori più alti per Tito Scalo che per il COVA, come riportato in tabella 1 e tabella 2. Pertanto, per una corretta informazione, si invitano i lettori a consultare il testo dell’articolo citato.

Gli autori

Giulia Pavese, Mariarosaria Calvello, Francesco Esposito

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