articolo scientifico
Epidemiol Prev 2018; 42 (2): 134-141
DOI: https://doi.org/10.19191/EP18.2.P134.042

La prevalenza di causticazioni in un centro di prima accoglienza per richiedenti asilo come esempio di valutazione sanitaria in una popolazione fragile

Prevalence of acid burns among asylum seekers hosted in an initial reception centre as an example of health assessment in a fragile population

  • Fulvio Ricceri1,2

  • Veronica Sciannameo2,3

  • Federico De Michelis4

  • Lucia Perucca4

  • Luisa Mondo2

  • Roberto Raffaele Pepe5

  • Carlotta Sacerdote6

  1. Dipartimento di scienze cliniche e biologiche, Università degli Studi di Torino
  2. Servizio sovrazonale di epidemiologia, ASL TO3, Grugliasco (TO)
  3. Dipartimento di scienze della sanità pubblica e pediatriche, Università degli Studi di Torino
  4. Corso di laurea triennale interdipartimentale in scienze strategiche, Università degli Studi di Torino
  5. Centro polifunzionale “Teobaldo Fenoglio”, Croce rossa italiana, Settimo Torinese (TO)
  6. SC epidemiologia dei tumori, Azienda ospedaliera universitaria Città della salute e della scienza di Torino e Centro di riferimento per l’epidemiologia e la prevenzione oncologica in Piemonte, Torino
Fulvio Ricceri -

Cosa si sapeva già

  • Nell’ultimo decennio è aumentato il numero di persone migrate verso l’Italia per richiedere lo status di rifugiato.
  • Il viaggio per raggiungere l’Italia, soprattutto quello via mare, non solo mette a rischio la vita di chi lo compie, ma può anche portare danni di salute meno noti, tra cui le causticazioni da contatto con il carburante delle imbarcazioni mescolato con la salsedine.
  • La maggior parte degli studi sui richiedenti asilo finora effettuati riguardano solamente patologie che mettono a rischio la vita o che, in quanto infettive, mettono a rischio la salute delle popolazioni ospitanti.

Cosa si aggiunge di nuovo

  • Per la prima volta viene presentato lo stato di salute di una popolazione di richiedenti asilo in un centro di prima accoglienza italiano.
  • La prevalenza delle causticazioni non identificate al momento dello sbarco è pari al 6,7‰ ed è più elevata nelle donne rispetto agli uomini.
  • Dopo l’applicazione del regolamento dell’Unione europea n. 29 del 14.09.2016 il numero delle causticazioni si è in parte ridotto, grazie presumibilmente alla diminuzione del tempo di permanenza dei soggetti sulle imbarcazioni.

Riassunto:

OBIETTIVI: valutare la prevalenza di causticazioni tra gli ospiti di un centro di prima accoglienza per richiedenti asilo e valutare se essa si sia ridotta in seguito all’introduzione del regolamento n. 29 del 14.09.2016 dell’Unione europea (UE), che ha indirettamente accorciato il tempo di permanenza dei soggetti sulle imbarcazioni.
DISEGNO: studio di prevalenza.
SETTING E PARTECIPANTI: 10.627 soggetti richiedenti asilo arrivati alla struttura di prima accoglienza di Piemonte e Valle d’Aosta tra giugno 2016 e maggio 2017.
PRINCIPALI MISURE DI OUTCOME: frequenza di problemi di salute e prevalenza di causticazioni di grado due o tre riscontrate all’arrivo.
RISULTATI: circa il 25% dei soggetti soffriva almeno di una patologia non grave, principalmente disturbi cutanei, digestivi e respiratori. Sono state riscontrate 69 causticazioni (prevalenza: 6,7‰; IC95% 5,2-8,3) localizzate prevalentemente agli arti inferiori o ai glutei. Il tempo mediano intercorso tra lo sbarco e la cura è stato di 2 giorni. La prevalenza è significativamente maggiore nelle donne rispetto agli uomini e si osserva una riduzione non significativa del 20% tra prima e dopo l’applicazione del regolamento n. 29 dell’UE.
CONCLUSIONE: una valutazione dello stato di salute della popolazione dei richiedenti asilo, volta non solo all’identificazione di patologie gravi o infettive, permette di intervenire tempestivamente e investire le risorse economiche laddove sono più utili. Ciò consente un’adeguata attività di cura nei primi mesi di permanenza dei richiedenti asilo, che è alla base del buon funzionamento dei servizi per l’integrazione.

Parole chiave: richiedenti asilo, salute dei migranti, causticazioni, ustioni, centro di prima accoglienza

Abstract:

OBJECTIVES: to evaluate the prevalence of acid burns among asylum seekers hosted in an initial reception centre and to evaluate if the prevalence is reduced after the introduction of the European Union (EU) regulation No. 29 (14th September 2016) that indirectly reduced the permanence time of the subjects on board of boats.
DESIGN: cross-sectional study.
SETTING AND PARTICIPANTS: 10,627 asylum seekers hosted in the centre for initial reception of Piedmont and Valle d’Aosta Regions (Northern Italy) between June 2016 and May 2017.
MAIN OUTCOME MEASURES: frequencies of health problems and prevalence of second and third grade acid burns identified on arrival.
RESULTS: among the asylum seekers coming to the centre, about 25% suffered at least from a mild disease, mainly cutaneous, respiratory, or digestive; 69 acid burns were identified (prevalence: 6.7‰, 95%CI 5.2-8.3), mainly located in the lower limbs and in the glutes. Median time between disembarkation and treatment is 2 days. Prevalence is significantly higher in women compared to men and a not-significant 20% reduction was observed comparing the situation before and after the introduction of the EU regulation No. 29.
CONCLUSION: an assessment of the health status of asylum seekers that takes into account more than the identification of the rare life-threatening or infective diseases allows to take prompt action and to invest economical resources in the fields where they are more useful. This would facilitate a good health care for asylum seekers, that is the basis of an efficient functioning of services for integration.

Keywords: asylum seekers, migrants’ health, acid burns, burns, initial reception centre


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